La mia galleria? Un quartier generale dedicato alla promozione degli artisti. Ancora un colpo al classico gallery concept milanese, ad assestarlo è Nicoletta Rusconi. Che ne parla ad Artribune

”La propensione dimostrata da Nicoletta Rusconi nell’attivare meccanismi relazionali, finalizzati alla promozione del lavoro degli artisti con cui ha operato, si espliciterà nel traghettare il sistema galleria, per come lei stessa lo ha fino ad ora inteso, in un dispositivo più complesso di servizi legati a tale sistema”. Questo annunciava il laconico comunicato stampa: dopo […]

Nicoletta Rusconi

La propensione dimostrata da Nicoletta Rusconi nell’attivare meccanismi relazionali, finalizzati alla promozione del lavoro degli artisti con cui ha operato, si espliciterà nel traghettare il sistema galleria, per come lei stessa lo ha fino ad ora inteso, in un dispositivo più complesso di servizi legati a tale sistema. Questo annunciava il laconico comunicato stampa: dopo Guido Cabib con The Format, ancora un gallerista che si mette in testa di rivedere il concept della “galleria d’arte” a Milano.
A partire da metà settembre, dunque, la gallerista che ha istituzionalizzato Wolf a Milano, gli spazi che hanno ospitato la personale fisiologica di Eva Marisaldi e la grande energia che ha realizzato la prima personale di Claude Collins-Stracensky così come i lavori di Davide Franchina, di Flavio Favelli e le rune dispiegate di Tony Brown cambiano. Cambiano indirizzo fisico e indirizzi di metodo. Artribune ha intervistato Nicoletta Rusconi per scoprire di più.

Innanzitutto, la galleria si sposta dal numero 22 al numero 44 di corso Venezia. Quali caratteristiche avranno i nuovi spazi e perché? Che cosa vedremo?
I nuovi ambienti ospitano gli uffici della nascitura attività, all’interno di queste stanze ho ambientato le opere degli artisti che seguo da sempre, ad esse si sono aggiunte quelle  realizzate da designer ed artisti con cui inauguro una collaborazione a partire da settembre. Penso a questo luogo come ad un quartier generale dedicato alla pianificazione delle attività di promozione degli artisti.


Che cosa si intende, fattivamente, per la Galleria Nicoletta Rusconi l’evolversi in un nuovo progetto che approfondisce alcuni aspetti operativi che già hanno caratterizzato il modus operandi della stessa? Perchè questa scelta, da cosa è dettata?
Mi sono chiesta quale caratteristica del mio carattere fosse risultata  preponderante nello svolgimento delle diverse attività lavorative che hanno caratterizzato la mia storia professionale. Da questa riflessione è maturata, in me, la consapevolezza che se possiedo un talento esso risiede nella capacità di mettere in contatto le persone che possono costruire progetti comuni, sulla base delle loro affinità culturali e ancora una volta caratteriali.

A marzo di quest’anno avevi già cominciato a formulare la tua nuova idea di una galleria più agile, una piattaforma dedita a promuovere servizi per gli artisti slegata dagli incessanti ritmi espositivi. Come effettivamente si realizzerà questo concetto?
Appunto nel mettere in comunicazione gli artisti con le più  diverse storie produttive, industriali ed artigianali, che hanno reso grande l’Italia,  affinché si attivi uno scambio proficuo tra differenti know-how.

Con quali artisti continuerai a lavorare e quali nuove proposte presenterai? Potresti fare alcune anticipazioni?
Non si tratta di formulare delle liste di nomi ma di lavorare sulle risonanze tra persone e luoghi. Intendo ascoltare gli artisti e dare un contributo affinché i loro progetti si realizzino.

– Ginevra Bria

 

  • Vi è necessità di portare in un luogo come la galleria di un arte che usa linguaggi diversi dalla pittura e dalla scultura tradizionale, ma che è capace di far riflettere il visitatore sulla sua esistenza e convincerlo che gli artisti possono interpretare le sue aspettative che vuole che siano concretizzate nel tempo contemporaneo. Il linguaggio non ha importanza ma i significati sì. Antonio Tateo detto Tato.