In partenza per l’Egitto? Attenti a dove mettete i piedi, potreste far crollare la Sfinge e le Piramidi…

Era il 1960, e il presidente egiziano Nasser decise la costruzione della Diga di Assuan, e del grande bacino artificiale che ne sarebbe derivato. Problema: che fare con i famosi templi di Abu Simbel, che il progetto avrebbe sommerso di acqua? La soluzione arrivò – è storia stranota – dall’Italia: oltre duemila uomini, guidati da […]

Sfinge e Piramidi

Era il 1960, e il presidente egiziano Nasser decise la costruzione della Diga di Assuan, e del grande bacino artificiale che ne sarebbe derivato. Problema: che fare con i famosi templi di Abu Simbel, che il progetto avrebbe sommerso di acqua? La soluzione arrivò – è storia stranota – dall’Italia: oltre duemila uomini, guidati da esperti cavatori di marmo italiani provenienti da Carrara e Mazzano, nel bresciano, tagliarono, numerarono e smontarono blocco per blocco i monumenti, riassemblandoli in una nuova posizione un centinaio di metri più in alto, al riparo dalle acque.
Ora potrebbe arrivare il momento di qualcosa del genere: ma stavolta al centro dei lavori potrebbero esserci nientemeno che la Sfinge e le tre Piramidi di Giza. Scienziati dell’Université du Canal de Suez hanno infatti sollevato l’attenzione internazionale sui possibili rischi di crollo dei monumenti, dovuti all’installazione di potentissime pompe destinate a ridurre il livello dell’acqua della falda acquifera della Piana di Giza. Secondo Ali El-Asfar, direttore del sito archeologico, le cause principali dell’aumento del flusso sotterraneo sono i nuovi sistemi di drenaggio della vicina città di Nazlet Al-Seman e le esigenze di irrigazione dei giardini pubblici nelle zone residenziali nelle vicinanze.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.