Il fascino dell’urban backstage. Anche alle Olimpiadi: live from UK un reportage fotografico sulla Londra che trasfigura per l’evento

Londra tinta di rosa e viola (i colori ufficiali delle Olimpiadi), Londra piena di transenne, Londra con inediti segnali stradali, Londra affollata di nuovi avvisi in metropolitana. Come si sono trasformati i consueti spazi urbani e il relativo scenario visivo di chi li vive (sia come turista, sia come cittadino) in occasione delle Olimpiadi? La città […]

games lane, nei pressi di gloucester road (foto Martina Federico)

Londra tinta di rosa e viola (i colori ufficiali delle Olimpiadi), Londra piena di transenne, Londra con inediti segnali stradali, Londra affollata di nuovi avvisi in metropolitana. Come si sono trasformati i consueti spazi urbani e il relativo scenario visivo di chi li vive (sia come turista, sia come cittadino) in occasione delle Olimpiadi? La città si è attrezzata per affrontare il grande evento, e anche se molte misure cautelari si sono poi rivelate eccessive, ogni luogo pubblico ha gestito la situazione a suo modo, cambiando la propria comunicazione e le proprie abitudini.
Fattispecie ghiotta per un originale reportage fotografico, che documenta – ad opera della fotografa Martina Federico – proprio i modi in cui l’evento sportivo interferisce con la quotidiana fruizione della città. Cercando di dare l’idea di quello che sta accedendo al di là delle transenne che, per chi si trova a Londra per altri motivi, rappresentano il vero simbolo delle Olimpiadi…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.