Il continente? Ci sta stretto. E dopo l’apertura dell’avamposto newyorkese China Guardian, la quarta casa d’aste al mondo, sbarca a Hong Kong

Per quanto vitale possa essere Pechino, sembra nulla in confronto all’internazionalità di Hong Kong, al suo status di porto franco e al sistema giuridico trasparente in grado di attrarre anche buyers non asiatici. Ora arriva anche la casa d’aste cinese China Guardian a riconoscere Hong Kong quale centro nevralgico del mercato asiatico dell’arte, tanto da […]

Wang Yannan, direttrice e presidente di China Guardian

Per quanto vitale possa essere Pechino, sembra nulla in confronto all’internazionalità di Hong Kong, al suo status di porto franco e al sistema giuridico trasparente in grado di attrarre anche buyers non asiatici. Ora arriva anche la casa d’aste cinese China Guardian a riconoscere Hong Kong quale centro nevralgico del mercato asiatico dell’arte, tanto da aprirvi una sede che ospiterà la sua prima vendita ad ottobre. China Guardian è la più vecchia casa d’aste del Paese, fondata nel 1993 a Pechino e divenuta negli ultimi anni la quarta più potente al mondo. In terraferma si contende il mercato con Poly Auction, mentre ad Hong Kong rivaleggerà direttamente con le due big Sotheby’s e Christie’s. E la prima prova sarà appunto ad ottobre, periodo in cui Sotheby’s Hong Kong officerà le sue aste di arte asiatica. Questa nuova strategia della casa cinese risponde al crescente prestigio che sta acquisendo Hong Kong nel panorama internazionale, che ne ha fatto ormai il terzo mercato più grande dopo New York e Londra. Inoltre, il rallentamento del mercato cinese ha intaccato pesantemente il fatturato del primo semestre di China Guardian, con una contrazione del 45% rispetto all’autunno 2011.
Hong Kong è il centro finanziario dell’Asia, ed è anche un porto internazionale di libero scambio – ha dichiarato Wang Yannan, direttrice e presidente di China Guardian -. Hong Kong è facilmente raggiungibile, l’ambiente presenta numerosi vantaggi, per soddisfare anche le esigenze dei clienti d’oltremare: crediamo che Hong Kong fornirà l’impulso al business della nostra azienda. Speriamo anche che si possa acquisire una certa esperienza internazionale e un’avanzata conoscenza di nuovi stili operativi, che ci permetterà di ottenere maggiori profitti e fornire un servizio conveniente e premuroso per i collezionisti di tutto il mondo”. La nuova sede extra continentale è solo il primo passo nell’espansione internazionale della casa d’asta. Ricordiamo inoltre che lo scorso anno è stato inaugurato un ufficio a Park Avenue a New York, rivolto principalmente ad attrarre nuovi compratori e venditori a vantaggio della sede cinese.

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.