Come fa il restauro maldestro che deturpa un’opera minore dell’800, a diventare un caso mediatico? Ci pensano i social network, che in Spagna proiettano la notizia al vertice dei contatti

Da alcuni giorni mezza Spagna conosce alla perfezione il Santuario de Misericordia del piccolo comune di Borja. Un isolato luogo sacro nella provincia di Zaragoza, non certo noto per essere una delle mete turistiche di punta della regione, né tantomeno lo era cittadina di Borja. Eppure da qualche giorno è scoppiato un caso mediatico di […]

L’opera prima e dopo il restauro

Da alcuni giorni mezza Spagna conosce alla perfezione il Santuario de Misericordia del piccolo comune di Borja. Un isolato luogo sacro nella provincia di Zaragoza, non certo noto per essere una delle mete turistiche di punta della regione, né tantomeno lo era cittadina di Borja. Eppure da qualche giorno è scoppiato un caso mediatico di dimensioni considerevoli che ha ormai valicato i confini della Spagna, arrivando fino alle pagine di Le Monde, del Telegraph e alla BBC. Chiamiamolo pure potere delle rete sociali, fatto sta che la diffusione delle immagini del dipinto dell’Ecce Homo prima e dopo uno sciagurato restauro ha avuto una tale risonanza da fare invidia di tutti i community manager dei principali musei  ed istituti di cultura del paese. La notizia, diffusa il nei giorni scorsi dal blog del Centro de Estudios Borjanos, ha iniziato a fare il giro della rete soprattutto grazie allo scalpore e all’ironia suscitati dalle immagini, più che per il valore della stessa opera rovinata.
Al centro della vicenda un dipinto del Cristo, opera del XIX secolo di Elías García Martínez, donata dalla famiglia del pittore al Santuario di Borja e mai catalogata dal Ministerio de Cultura spagnolo. Da quanto dichiarato dall’anziana signora Cecilia Giménez, il parroco e tutti coloro che frequentavano la parrocchia, discendenti del pittore compresi, erano perfettamente a conoscenza degli interventi di restauro amatoriale che lei, totalmente in buona fede, portava avanti da anni. Ed i risultati del suo “intervento” li potete constatare dalle immagini…
Per dare un’idea dell’eco riscossa dalla notizia basta dare un’occhiata alle ultime statistiche spagnole di Twitter, con l’#EcceHomo che resta in cima alla classifica con numerosissimi  tweets ed immagini allegate. Facebook Spagna non è da meno, e tra i vari gruppi sorti in occasione del restauro Señoras que restauran Cristos de Borja ha registrato più di 15mila iscritti in meno di una settimana. E tra le impietose immagini che stanno girando in rete si trova si trova davvero di tutto: qualcuno vi ha visto una buona occasione per ironizzare sul Primo Ministro Mariano Rajoy, sui tagli alla cultura e l’aumento dell’IVA. Alcuni marchi hanno trasformato l’Ecce Homo di Martínez in trovata pubblicitaria, e molti altri ancora hanno messo alla prova le loro abilità nel ritocco fotografico per sostituire la testa del Cristo con celebrità, politici, o al contrario hanno apposto la testa rielaborata della signora ottantenne su altre opere d’arte bene note…

– Enrichetta Cardinale Ciccotti


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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.
  • roberto recalcati

    il parravicini diceva di preferire i cattivi restauratori ai buoni perché almeno rendevano evidente lo scempio, in italia sotto gli occhi compiacenti delle soprintendenze si continua a manomettere, falsificare e deturpare senza che nulla faccia più clamore.
    ricorderei la solitaria (e purtroppo vana) battaglia di mario donizetti e costanza andreucci contro gli sciagurati restauri della cappella sistina e del cenacolo. ora si vuole restaurare il san sebastiano della pinacoteca carrara di bergamo, un’opera integra che non ha nessun bisogno delle “cure” dei restauratori. perché?

  • Angelov

    ECCE RESTAURUS

  • mah

    ma perché l’ha così scrostato?! era tanto bello col volto gonfio di psicofarmaci… perché l’originale è quello di destra giusto?

  • per me ottimo restauro

  • Come restauro è un orrore, ma non quanto l’orribile stereotipo espressivo dell’originale, dipinto da anonimo in due orette per riempire il muro di una chiesa.
    Dal punto di vista dell’espressione artistica la copertura obliterante di tali immaginette (non per il raffigurato, ma per la raffigurazione per sé) è certamente più apprezzabile.

    E chi vi dice che la Gimenez, l’ottantenne “restauratrice”, in cuor suo non abbia voluto obliterare la pedissequa icona con la sua ben più espressiva diversità?
    Se fosse stata l’opera di un Matisse o di uno Chagall, molti ne avrebbero intessuto lodi e congratulazioni.

    La gente sa solo deridere in branco, pochi pensare autonomamente…

  • Angelov

    ECCE-PELUCHE