Berchidda? Va a Fuoco. No, niente Canadair in arrivo: è questo il tema dell’edizione 25 del festival Time in Jazz. Che sulle arti visive mette all’opera anche Valerio Dehò e Marco Senaldi

La piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche boschi e chiesette, siti di particolare significato storico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto socio-culturale locale. Budoni, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Telti, Tempio Pausania, Tula. Questi gli scenari dell’appuntamento 2012 con Time in Jazz, il festival ideato e diretto […]

La piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche boschi e chiesette, siti di particolare significato storico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto socio-culturale locale. Budoni, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Telti, Tempio Pausania, Tula. Questi gli scenari dell’appuntamento 2012 con Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua città natale e cresciuto, anno dopo anno, fino a diventare uno dei momenti più attesi dell’estate festivaliera. E che quest’anno si allarga anche per festeggiare – fino al 16 agosto – una venticinquesima edizione ricca di musica, come sempre, ma anche di arti visive, cinema, danza e varie iniziative di sensibilizzazione ambientale. Un’edizione che completa anche il ciclo quadriennale che il festival ha voluto dedicare ai quattro elementi primari: così, dopo Acqua, Aria e Terra, questa edizione si annuncia all’insegna del Fuoco, leitmotiv del cartellone.
Non manca dunque un ampio capitolo dedicato all’arte contemporanea nazionale ed internazionale, con performance, mostre ed eventi espositivi in luoghi e spazi differenti (spazi deputati o recuperati e prestati all’arte) raccolti sotto il marchio PAV, il Progetto Arti Visive di Time in Jazz curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, che quest’anno giunge al quindicesimo anno di attività. Primo piano per la rassegna dedicata alla sperimentazione contemporanea, curata quest’anno da Valerio Dehò: la mostra, intitolata Firewall, riunisce i lavori di quindici artisti attorno al tema del fuoco come elemento sacrale e salvifico per l’uomo. In mostra le opere di Giovanni Albanese, Aurelio Amendola, Francesco Arena, Pilar Cossio, Aron Demetz, Daniele Gilardi, Raymond Hains, David LaChapelle, Emanuele Lo Cascio, Maria Elisabetta Novello, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Eleonora Rossi, Antonio Riello, Arianna Vanini. Marco Senaldi, con Fuori fuoco, impernia invece la riflessione sul concetto di “sfocato”, presentando al pubblico una selezione di video e film sperimentali accomunati dall’uso dello sfocato. La mostra ripercorre quasi 100 anni di storia della cinematografia, dalle prime sperimentazioni futuriste alle più recenti videoproduzioni, attraverso i lavori di Anton Giulio Bragaglia, Man Ray, Orson Welles, Stan Brackhage, Tony Conrad, Ken Jacobs, Paolo Gioli, Douglas Gordon, Harun Farocki, Paolo Meoni.

www.timeinjazz.it

  • Magnifico…ma il nome corretto del video artista del fuoco ė Daniele Girardi!