Una grande festa italo-austro-francese. Venezia ritrova gli Appartamenti Imperiali d’Austria, le stanze di Sissi, da domani aperte al pubblico nel Museo Correr. Su Artribune le prime foto

Mura italiane, protagonisti austriaci, soldi francesi. Se serviva una nuova dimostrazione dell’ecumenicità di Venezia, questa arriva in occasione di un grande evento per la Serenissima, la conclusione del restauro e la restituzione al pubblico di nove stanze degli Appartamenti Imperiali d’Austria, nel Palazzo Reale oggi Museo Correr. Già, proprio le stanze che ospitarono la Principessa […]

Sala delle udienze dell’imperatrice, con in primo piano Ritratto dell’imperatrice Elisabetta di Franz Schrotzberg, 1850-’55 ca.

Mura italiane, protagonisti austriaci, soldi francesi. Se serviva una nuova dimostrazione dell’ecumenicità di Venezia, questa arriva in occasione di un grande evento per la Serenissima, la conclusione del restauro e la restituzione al pubblico di nove stanze degli Appartamenti Imperiali d’Austria, nel Palazzo Reale oggi Museo Correr. Già, proprio le stanze che ospitarono la Principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria nel primo soggiorno a Venezia, passata sotto il dominio asburgico con la caduta di Napoleone nel 1816.
Dopo un impegnativo restauro che ha recuperato affreschi, stucchi e marmorini, camini, porte e infissi, pavimenti e arredi, ora i nove straordinari ambienti vengono inaugurati – il 10 luglio – andando ad arricchire ulteriormente il percorso di visita del Museo Correr e del sistema museale di Piazza San Marco. Dalla Sala delle Udienze di S. M. l’Imperatrice al suo studiolo, alla camera da letto – con la ricca tappezzeria neo barocca blu e oro chiaro -, al delizioso boudoir, la stanza da toilette, personalizzata per la giovane Sissi con una decorazione dell’allora rinomato ornatista Giovanni Rossi, con soffitti in finissimo marmorino con  l’inclusione di microcristalli brillanti e nel medaglione centrale La Dea protettrice della Arti, il cui volto richiama con evidenza i tratti della bella sovrana asburgica, mentre sulla parete è dipinta La toletta di Venere.
Ed i soldi francesi? Sì, perché il restauro è stato promosso e sostenuto dal Comité Français pour la Sauvegarde de Venise attraverso diversi mecenati, sotto l’egida della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, della Soprintendenza di Venezia e Laguna e della Fondazione Musei Civici di Venezia. Molti di voi avranno l’occasione di fare dal vivo l’esperienza dei nuovi, suntuosi spazi: intanto, Artribune ve li mostra con qualche immagine…

www.fmcvenezia.it


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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.