Tracey, dove si cambia per Victoria Station? Emin sempre protagonista, è lei a disegnare la cover della Tube Map olimpica

Conoscendo il suo presenzialismo e la sua compulsiva ricerca di visibilità, qualcuno poteva immaginare di vedersela spuntar fuori nel bel mezzo della cerimonia inaugurale. E invece – dopo lo show come tedofora con la torcia olimpica portata nella sua Margate – Tracey Emin, la più mediatica degli artisti british, finora pareva aver scelto il profilo […]

Conoscendo il suo presenzialismo e la sua compulsiva ricerca di visibilità, qualcuno poteva immaginare di vedersela spuntar fuori nel bel mezzo della cerimonia inaugurale. E invece – dopo lo show come tedofora con la torcia olimpica portata nella sua Margate – Tracey Emin, la più mediatica degli artisti british, finora pareva aver scelto il profilo basso nell’occasione olimpica. Ma ora ci pensa la Metropolitana di Londra a risollevarla dal momentaneo oblio: commissionandole la sedicesima cover d’artista per la sua diffusissima London Underground Tube Map. Un onore già toccato ad artisti del calibro di Yayoi Kusama, Barbara Kruger, Richard Long, Pae White, Mark Wallinger, Liam Gillick, Jeremy Deller, Yinka Shonibare, David Shrigley, Gary Hume.
E la sua interpretazione – titolo The Central line – è una specie di compendio delle ispirazioni che ne guidano la creatività: con le ramificazioni della linea che diventano rami di un albero, con le presenza iconica dell’uccellino, ricorrente nell’Emin-pensiero, e con l’autoreferenzialità biografica nel dare rilievo alla Northern line, quella che lei stessa usa normalmente dal suo studio al centro città, e ad alcune stazioni da lei amate, come Oxford Circus, Victoria, Shoreditch. Pronti alla caccia alla mappa, di certo diventerà un must per art maniac…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.