Tiziano alla National Gallery di Londra. Tra costumi di scena, coreografie, poesie e lo ‘scandaloso’ peep show di Mark Wallinger. Tutte le foto in anteprima

“Diana e Callisto” e “Diana e Atteone” sono stati acquistati negli ultimi anni dallo Stato britannico per una somma di 100 milioni di sterline, sono due dei tre quadri di Tiziano Vecellio (l’altro è “La Morte di Atteone”) attorno ai quali la National Gallery di Londra ha innestato la mostra Metamorfosis: Titian 2012 che da […]

“Diana e Callisto” e “Diana e Atteone” sono stati acquistati negli ultimi anni dallo Stato britannico per una somma di 100 milioni di sterline, sono due dei tre quadri di Tiziano Vecellio (l’altro è “La Morte di Atteone”) attorno ai quali la National Gallery di Londra ha innestato la mostra Metamorfosis: Titian 2012 che da mercoledì aprirà i battenti nella Sainsbury Wing del museo londinese grazie al contributo del Credit Suisse. Un evento a tutto tondo nel vero senso ‘innestato’ intorno a questi tre capolavori: coreografia, poesia, scenografia (notevole la collaborazione con il Royal Ballet che eseguirà spettacoli ispirati a Tiziano), performance e arte contemporanea (le opere di TIziano vengono messe a confronto con lavori di oggi firmati da Mark Wallinger, Chris Ofili e Conrad Shawcross) sono le discipline che puntano a dimostrare l’importanza di queste opere anche per la creatività attuale. Ne parleremo con più approfondimento a breve, nel frattempo godiamoci in assoluta anteprima le foto della mostra con cui la National Gallery si presenta -rigorosamente a ingrasso gratuito- alla massa attesa a Londra in occasione dei Giochi Olimpici. Se la Tate lancia la sfida con Damien Hirst, la NG risponde con un Tiziano in chiave contemporanea e, soprattutto, assai multidisciplinare.

http://www.nationalgallery.org.uk

  • andrea bruciati

    Mi chiedo (ovviamente domanda retorica) perché una operazione / impostazione / rivitalizzazione di tale portata sia assolutamente impraticabile in Italia, dove sarebbe naturale e relativamente semplice.
    Alla National Gallery ricerca e coraggio sono pane quotidiano.

  • Mi unisco all’osservazione di Andrea… sono stata spesso alla National Gallery, e in generale musei e gallerie inglesi hanno una vitalità che è assolutamente sconosciuta in Italia…e che rende quasi felici che la gran parte delle opere più note dei nostri artisti siano lì…perchè dai cugini stranieri riusciamo a prendere solo il peggio e non li emuliamo mai per il meglio?

  • dust

    Si chiama CIVILTA’… sappiamo ancora cosa vuol dire?