Ti invitiamo, ma poi la mostra te la paghi da sola. Shary Boyle è l’artista su cui punta il Canada per la prossima Biennale di Venezia. Con Josée Drouin-Brisebois a curare il padiglione

Cosa non si farebbe per seguire le tracce di Steven Shearer e David Altmejd, gli ultimi rappresentanti del Canada alla Biennale di Venezia, per i quali – come per tantissimi altri – la partecipazione alla rassegna lagunare si è trasformata in un trampolino di lancio internazionale. Molto si sarebbe disposti a fare, per godere di […]

Shary Boyle

Cosa non si farebbe per seguire le tracce di Steven Shearer e David Altmejd, gli ultimi rappresentanti del Canada alla Biennale di Venezia, per i quali – come per tantissimi altri – la partecipazione alla rassegna lagunare si è trasformata in un trampolino di lancio internazionale. Molto si sarebbe disposti a fare, per godere di un’opportunità simile. Anche pagarsi la mostra da soli, per esempio: è ciò che farà Shary Boyle, l’artista di Toronto selezionata per rappresentare il paese alla Biennale Arte del 2013. Sarà lei infatti a raccogliere i fondi per finanziare la sua mostra, dopo che dal 2009 il Dipartimento degli affari esteri ha tagliato i finanziamenti per Venezia.
L’artista quarantenne, come ha anticipato il curatore del padiglione, Josée Drouin-Brisebois, presenterà una sua “personale visione della sessualità, delle relazioni e della vulnerabilità umana“.
La Boyle è conosciuta per le sue figurine di porcellana dipinte a mano, spesso con tematiche legate all’impegno femminista, ma ha lavorato con un’ampia varietà di supporti, tra cui delle proiezioni animate che hanno accompagnato concerti di musicisti e cantanti, da Feist a Peaches, da Doug Paisley a Christine Fellow.