Roma d’estate? “Guarda in alto”, grazie ai graffiti di Outdoor Urban Art Festival. Il quartiere ostiense cambia pelle, con quattro street artisti internazionali

Momo è nato a San Francisco, ha vissuto un anno in una grotta, un altro su un camion e ancora un altro in una tenda. Borondo ha 22 anni e dalla nativa Valladolid, in Spagna, si è trasferito a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Sam 3, anche lui di nazionalità spagnola, è attivo […]

Momo - foto di DanielaPellegrini

Momo è nato a San Francisco, ha vissuto un anno in una grotta, un altro su un camion e ancora un altro in una tenda. Borondo ha 22 anni e dalla nativa Valladolid, in Spagna, si è trasferito a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Sam 3, anche lui di nazionalità spagnola, è attivo a Madrid, dove si misura con l’arte murale e la scultura, senza disdegnare i video in stop motion e l’animazione. Sono loro gli artefici delle tre gigantesche opere in corso di ultimazione in queste ore nella Capitale, più precisamente nel quartiere Ostiense: l’area, anche grazie al significativo contributo di “Outdoor Urban Art Festival”, è diventata il punto di riferimento capitolino della street art internazionale. Anche quest’anno a produrre il festival, curato da Simone Pallotta, è NUfactory, che nelle due passate edizioni ha invitato personalità di spicco della urban art, con cinque interventi permanenti rimasti in città. L’iniziativa, oltre a voler agire sul modo di concepire e vivere le aree urbane, produce segni concreti, destinati a stabilizzarsi nel tessuto metropolitano. La preview estiva del 2012 è stata concepita come un’esperienza da seguire in tempo reale, contribuendo con le proprie fotografie, caricate sulla pagina Facebook del festival, a fissare le fasi del lavoro sul social network.
L’evento riprende dopo la pausa estiva, a metà settembre, con l’arrivo di Brus, esponente della scena street capitolina, cui è affidata la chiusura. In programma anche la mostra fotografica “Did you ever see a woman”, con gli scatti di Andrea Nalli realizzati nel biennio 1972/1974 (inaugurazione il 14 settembre presso le Officine Fotografiche di Roma), la presentazione di “Territorios Complexos” (21 settembre, Ambasciata del Brasile di Roma) e un’istallazione video su San Paolo e la produzione artistica contemporanea brasiliana.

– Valentina Silvestrini

www.out-door.it
facebook.com/OUTDOORfestival

CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​