Quando ancora avevamo qualcosa da dire al mondo. Il British Museum di Londra acquisisce un’opera contemporanea italiana: ma è del 1960, firmata Gastone Novelli

Di opere di arte contemporanea, non è che quelle sacre porte ne accolgano poi così tante: quando accade, quindi, è comunque un mezzo evento. Se poi si tratta di un’opera di un grande artista italiano, l’evento è ancora più grande, vista la salute non propriamente di ferro di cui la creatività tricolore gode oltre confine. […]

Gastone Novelli - Senza titolo

Di opere di arte contemporanea, non è che quelle sacre porte ne accolgano poi così tante: quando accade, quindi, è comunque un mezzo evento. Se poi si tratta di un’opera di un grande artista italiano, l’evento è ancora più grande, vista la salute non propriamente di ferro di cui la creatività tricolore gode oltre confine. E se anche noi di Artribune non facciamo che sottolineare queste defaillances – per cercare di stimolare un dibattito, non certo per indugiare su situazioni spiacevoli -, non ci facciamo certo sfuggire il caso che un pochino risolleva almeno gli animi.
Già, perché le sacre porte a cui accennavamo sopra sono quelle del British Museum di Londra, uno dei musei in assoluto più prestigiosi al mondo. Che ora annuncia l’acquisizione di un’opera di Gastone Novelli, Senza titolo, tecnica mista su carta datata 1960. Si tratta di un’opera su carta che l’artista regalò a Samuel Beckett, con cui ebbe un rapporto amichevole e anche intellettuale. Lo scrittore a sua volta donò il disegno alla sua compagna, Barbara Bray, come testimonia la dedica di suo pugno sul verso del foglio. Dopo la morte della Bray il lavoro di Novelli è stato acquisito dal British Museum, e sarà esposto il prossimo anno in una mostra sulle recenti acquisizioni del museo.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.