Orizzonti poetici, da Rothko a Sugimoto. È la mostra con cui apre a Londra Pace Gallery. Che non risparmia certo sugli spazi: la nuova casa è dentro la Royal Academy of Arts

Si espande sempre più la rete internazionale della Pace Gallery, che accanto alle gallerie di New York e Pechino, fa un balzo nel vecchio continente inaugurando una nuova sede nel quartiere Mayfair di Londra, il prossimo ottobre. Si tratta di uno spazio di 2.700 mq al 6 Gardens Burlington, nell’ala ovest della Royal Academy of […]

Londra, Royal Academy of Arts

Si espande sempre più la rete internazionale della Pace Gallery, che accanto alle gallerie di New York e Pechino, fa un balzo nel vecchio continente inaugurando una nuova sede nel quartiere Mayfair di Londra, il prossimo ottobre.
Si tratta di uno spazio di 2.700 mq al 6 Gardens Burlington, nell’ala ovest della Royal Academy of Art’s Burlington House, ristrutturata nientedimeno che da David Chipperfield, curatore della Biennale di Architettura di quest’anno. Six Burlington Gardens venne costruito nel 1870 su un progetto di Sir James Pennethorne come quartier generale per l’Università di Londra. Nel 2001 la Royal Academy ha acquistato l’edificio, destinandolo a mostre temporanee. Recentemente è stato avviato un progetto di ristrutturazione dell’ala est, per creare auditorium, caffetteria e un nuovo spazio espositivo per il museo.

Hiroshi Sugimoto, Baltic Sea, Rügen, 1996

La scelta di Marc Glimcher, fondatore di Pace, risponde alla volontà di avvicinarsi ai suoi artisti europei e di presentare il lavoro di artisti americani a Londra, in alcuni casi per la prima volta. Sfruttando l’occasione anche per raggiungere da vicino i collezionisti londinesi.
Pace Gallery London sarà guidata da Mollie Dent-Brocklehurst, già curatore presso Garage Center for Contemporary Culture di Daria Zukhova e direttrice della Gagosian Gallery di Londra per oltre un decennio.
La mostra inaugurale della sede europea, “Rothko/Sugimoto: Dark Paintings and Seascapes”, continua la serie pensata per esplorare le affinità tra artisti contemporanei. Un’esposizione infatti, che giustappone i dipinti più tardi di Mark Rothko, sui toni del nero e del grigio, con le fotografie di Hiroshi Sugimoto dedicate alla linea dell’orizzonte, il punto esatto cin cui il mare incontra il cielo.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.