Niente tagli, siamo newyorkesi. Ovunque la crisi mette a stecchetta anche musei ed istituzioni artistiche? La Grande Mela va controcorrente, ed aumenta il sostegno istituzionale

A pensarci bene, non è neanche tanto una notizia: New York è ancora oggi un universo a sé stante nell’universo, e anche per l’artworld – anche se le economie vedono emergere nuovi ambiziosi attori, dall’India alla Cina al Brasile – resta nel complesso il centro del mondo. Perché stupirsi, dunque, se la Grande Mela si […]

Il Metropolitan Museum

A pensarci bene, non è neanche tanto una notizia: New York è ancora oggi un universo a sé stante nell’universo, e anche per l’artworld – anche se le economie vedono emergere nuovi ambiziosi attori, dall’India alla Cina al Brasile – resta nel complesso il centro del mondo. Perché stupirsi, dunque, se la Grande Mela si distingue anche nel sostegno a musei ed istituzioni artistiche?
Già, accade questo: un po’ ovunque la crisi economica impone tagli che colpiscono – per fare qualche esempio – l’Arts Council in Inghilterra, i FRAC francesi, tante istituzioni olandesi; dell’Italia non parliamo, visto che è difficile tagliare una politica culturale e artistica che di fatto non è mai stata impostata modernamente, e comunque non si è mai dotata di organizzazioni snelle delegando tutto alle pastoie politico-burocratiche (vicenda Maxxi docet). A fronte di questa situazione, per il quinto anno consecutivo il New York City Council ha annunciato per il 2013 un aumento del sostegno istituzionale al settore.
Nel bilancio messo a punto per il nuovo anno fiscale, infatti, le trentaquattro grandi istituzioni culturali e le centinaia di gruppi minori non-profit sostenuti dal NYCC riceveranno 156 milioni dollari, con un aumento di 4 milioni rispetto allo scorso anno. Qualche caso? Il Metropolitan Museum avrà quasi 29 milioni di dollari, il Brooklyn Museum oltre 7,5 milioni, entrambi in aumento dal 2012.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • LMT

    Gentile Massimo Mattioli, è possibile risalire ai nomi delle “trentaquattro grandi istituzioni culturali e le centinaia di gruppi minori non-profit sostenuti dal NYCC riceveranno 156 milioni dollari” di cui parla nell’articolo? Grazie.