Matteo Renzi? Un genio del male. Insistendo nel cercare la ossa della “Gioconda” mette a segno un magistrale colpo di marketing. E la stampa mondiale gli dà ragione

Domanda: quanto vale – anche in termini brutalmente economici – per una città a vocazione turistica, essere al centro di articoli su tutta la stampa mondiale, spesso anche per più giorni? Guarda caso, in un periodo di inizio vacanze, quando il nome di una città che ricorre tanto insistentemente può indurre in più di qualcuno […]

Domanda: quanto vale – anche in termini brutalmente economici – per una città a vocazione turistica, essere al centro di articoli su tutta la stampa mondiale, spesso anche per più giorni? Guarda caso, in un periodo di inizio vacanze, quando il nome di una città che ricorre tanto insistentemente può indurre in più di qualcuno il desiderio di andare a togliersi la curiosità di persona?
Questa è la chiave di lettura – una delle chiavi, magari – con la quale va interpretata l’insistenza di Firenze, anzi personale del sindaco Matteo Renzi, nel portare avanti la ricerca delle ossa della presunta modella ritratta da Leonardo da Vinci nella Gioconda. Un’impresa con scarsissimo – se non nullo – interesse storico-artistico: ma che si sta trasformando in una magistrale operazione di marketing turistico-culturale, pressoché gratuito, per il capoluogo toscano. La riprova? Basta scorrere una buona rassegna stampa internazionale. Qui citiamo solo qualche organo di stampa, con i relativi titoli di articoli usciti nei giorni passati. New York Daily: Bones unearthed in Italy could be remains of woman who inspired the Mona Lisa. Huffington Post: Italian Archaeologists Believe They Found Skeleton Of The Real ‘Mona Lisa’. Daily Mail: Is this the Mona Lisa’s skeleton? Discovery of bones in Florence convent believed to be those of silk merchant’s wife who inspired Da Vinci. Lo spagnolo ABC dedica alla vicenda due articoli in due giorni, uno titolato Encuentran los restos de la modelo de «La Gioconda» de Da Vinci, l’altro Tras la pista de la hipotética modelo de la Gioconda. Le Monde: Le squelette de la Joconde a-t-il été retrouvé ? Le Figaro: Les restes de la Joconde déterrés inutilement. Non sono immuni neppure media lontani, che si pensa meno attenti al panorama globale: dal messicano El Universal (Hallan posible sepulcro de la Mona Lisa) al brasiliano O Globo (Ossos encontrados em convento na Itália podem ser de ‘Mona Lisa’).
Che gli articoli siano favorevoli, contrari, anche canzonatori, interessa poco in questa ottica: il nome di Firenze gira. Il nome del sindaco pure. L’intuizione? Aver scovato un tema nel quale la storia dell’arte si incrocia, se vogliamo, col gossip, comunque con il mistero (Chi era Monna Lisa? Era un’amante di Leonardo? Perché scelse proprio lei?). E questo allarga a dismisura il bouquet di potenziali lettori interessati…

Massimo Mattioli 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Ciao Matteo
    Diabolico o no sei un grande “GENIACCIO TOSCANO”.

  • Il bello è che a Firenze non ne parla nessuno e con la classica superbia fiorentina tutti guardano dall’alto verso il basso non esprimendosi in giudizi affrettati, oppure con le classiche battute taglienti vernacolari. I fiorentini pensano al traffico e ai pochi soldi, della Gioconda, ne possono fare a meno. E…se poi la trova per davvero?

  • monica

    Un’ amante di Leonardo?Sapevo che aveva altri gusti…comunque Renzi ha ridotto la politica culturale della città a uno schifo.

  • Se non mi hanno riferito male, Renzi proviene da una famiglia che vendeva pubblicità e quindi esperta di queste dinamiche. E tra l’altro molto vicino all’approccio di Berlusconi…

  • Rolando Tessadri

    se questa è la nuova sinistra…..

  • La questione non è quanto valga una settimana di presenza sui media internazionali, ma il valore da dare a tale promozione (e, di conseguenza, l’idea stessa di ‘valore’).
    Firenze è una città che necessita di promozione turistica, in particolare legata al Rinascimento & affini?
    Qualcuno che non conosce la città andrà mai a Firenze entusiasmato da tali articoli?
    (NB: il Monastero di Sant’orsola è uno dei luoghi più inaccessibili e devastati della città di Firenze)
    Questo modo strumentale di intendere il patrimonio culturale e artistico è in grado di restituire a Firenze un’identità contemporanea/vivente che non sia legata a Rinascimento e bistecca fiorentina?
    Il trasformare ogni pietra di pregio – che a Firenze, come è noto, abbondano – prima in gossip (cioè comunicazione e marketing) e poi in ‘evento’ (cioè sponsor, soldi VERI e ulteriore promozione) a vantaggio di chi va?
    Cresce il comparto culturale/turistico o aumentano le occasioni per chi lavora con le arti contemporanee?
    A quali potenzialità, competenze, professionalità, aree semantiche si lega sempre più il nome di Firenze e dell’Italia?
    Da questa vicenda e da quelle similari esce rinforzata o indebolita la candidatura alle primarie e al vertice del paese di colui che tutto muove?
    E il glorificare (ovviamente in maniera implicita, la lunga teoria di testate citate ne è un esempio lampante. Tanto un ‘evento’ si giudica dalla rassegna stampa, no?) la capacità di trasformare in comunicazione i pruriti pseudo-culturali e di generare attenzione (percepita da molti come il fine ultimo dell’agire sia artistico che politico) definisce una precisa scala di priorità ed un chiaro concetto di valore (‘Un’impresa con scarsissimo – se non nullo – interesse storico-artistico’; ‘magistrale operazione di marketing turistico-culturale, pressoché gratuito’).
    Ne esce svilita l’idea stessa di critica e il ruolo della disciplina un tempo nota come ‘storia dell’arte’, come appena provato dalla vicenda dei ‘100 nuovi Caravaggio’ o, in precedenza, dall’acquisizione ministeriale del crocifisso pseudo-michelangiolesco.
    Invece questo paese avrebbe oggi disperatamente bisogno proprio di ‘cultura critica’, in campo culturale, politico e sociale, dopo decenni di pensiero in sub-affitto. Così artisti e intellettuali avrebbero anche l’occasione di essere finalmente rilevanti per il resto della società.
    Invece si preferisce incensare la cultura della furbata, del bizantinismo sterile ma d’effetto, del superficiale pittoresco che tanto piace (e ritorna utile) alla dominante cultura anglosassone nel maneggiare la realtà italica.
    Evidentemente in Italia è costume scavarsi la fossa con le proprie mani. Il fondo è ancora lontano, non illudetevi.

    http://www.facebook.com/SpaziDocili

    • dust

      la fossa è già molto profonda… e dentro ci sono già le ossa di “Caravaggio”. A quanto pare, gli storici dell’arte sono stati sostituiti dai necrofori

  • luisa

    chi paga questa operazione inutile ?

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  • Ravecca Massimo

    Come Oscar Wilde recensì libri mai letti, e Borges amico del Papa attuale, recensì libri mai scritti, così Leonardo potrebbe benissimo aver ritratto una donna che non vide mai o che non è mai esistita. Creando un volto ideale, archetipo. Che li contiene tutti. Cfr. ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.