Lo Strillone: asta da 217 milioni per l’Hotel Metropol di Mosca su Quotidiano Nazionale. E poi Leon Black e Munch, videoarte cinese, Nantes capitale delle installazioni…

Paperon de’ Paperoni ha un volto in carne ed ossa: Corriere della Sera e – su la prima de La Repubblica  – Vittorio Zucconi svelano l’identità del miliardario che si è aggiudicato L’Urlo dei record. A mettersi un Munch sul caminetto è Leon Black, fondatore della Apollo Global Management, società che tratta di private equity. […]

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Paperon de’ Paperoni ha un volto in carne ed ossa: Corriere della Sera e – su la prima de La Repubblica  – Vittorio Zucconi svelano l’identità del miliardario che si è aggiudicato L’Urlo dei record. A mettersi un Munch sul caminetto è Leon Black, fondatore della Apollo Global Management, società che tratta di private equity. E intanto a Mosca scatta l’ora delle offerte per lo storico Hotel Metropol, che ospitò Lenin e Bukharin, base d’asta fissata su Quotidiano Nazionale a 217 milioni.

La videoarte con gli occhi a mandorla al pecci di Prato raccontata su L’Unità da Renato Barilli; brevi a raffica su Avvenire: dai monoliti di Plessi ad Agrigento a Xhixha in mostra a Pietrasanta, fino all’omaggio di Besana Brianza ad Aligi Sassu. Venezia non ha già abbastanza musei? Europa ne chiede uno dedicato alla gondola e al mito artigianale degli squeri.

Vergogna Appia Antica: La Repubblica si fa raccontare dalla soprintendente Rita Paris, archeologa, la lotta quotidiana contro il cemento che assedia l’antica via consolare. Sempre i soliti nomi: classifica dei presenzialisti da festival estivo su Il Giornale, con un Cacciari formato prezzemolo.  Il Viaggio in Italia di Ghirri & Friends torna a risplendere: alla Triennale di Milano e su La Stampa.

I progetti di Massimo Kaufmann e la Nantes capitale delle installazioni su Sette; Ludovico Pratesi chiacchiera su Il Venerdì con le signore Merz. Spoleto Arte a tutta pagina su Panorama; Celant in Canada a caccia di Wesselmann per conto de L’Espresso.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.