L’inizio della fine: vacanze forzate per i centri culturali, così si risparmia. Lo fanno a Valencia, con il Palau de les Arts Reina Sofía…

Fate conto che a Roma, che già deve registrare un’estate con le porte serrate causa austerity a Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, si decidesse di chiudere per due mesi anche il Maxxi o – forse il raffronto è più calzante – l’Auditorium di Renzo Piano, per risparmiare sui salari di bigliettai, guardiani e […]

Il Palau de les Arts Reina Sofía a Valencia, di Santiago Calatrava

Fate conto che a Roma, che già deve registrare un’estate con le porte serrate causa austerity a Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, si decidesse di chiudere per due mesi anche il Maxxi o – forse il raffronto è più calzante – l’Auditorium di Renzo Piano, per risparmiare sui salari di bigliettai, guardiani e addetti alle pulizie. Un paradosso? Mica tanto: va bene che la Spagna finanziariamente pare stia messa un pochino peggio di noi, ma lì l’hanno fatto. A Valencia, dove il direttore amministrativo Concha Gomez ha annunciato la “chiusura tecnica” del Palau de les Arts Reina Sofia dal 14 luglio al 27 agosto.
Noi ci siamo giustamente scandalizzati per il commissariamento del museo di Zaha Hadid, i valenciani saltano il passaggio intermedio e chiudono direttamente. Il mese e mezzo di stop consentirà – fanno sapere i burocrati – un risparmio di 200mila euro, questo è quel che conta. E dire che, come nel caso del Maxxi e anche dell’Auditorium romano, pure il Palau de les Arts non è una struttura importante – e quindi visitata – solo per le sue funzioni di Opera House: è un monumento anche all’architettura contemporanea e visionaria, opera estrema nientemeno che di Santiago Calatrava. Ma se passate da quelle parti, non se ne parla di vederlo: si riapre dopo le ferie…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.