La mostra-mantra di Francis Alÿs. Da 15 anni colleziona copie di Santa Fabiola di artigiani e pittori sconosciuti, e le espone in tutto il mondo. È arrivato a 400, ora fa tappa in Messico

Qualcosa che proporrebbe  all’esperto del ramo, Walter Benjamin, una nuova fattispecie: sono opere d’arte? E chi ne è l’autore? Ed il punto di vista cambia se le si considerino singolarmente, o nel loro complesso? Chi riproduce cosa? La “bestia nera” dello studioso, qualora tornasse in vita, si chiamerebbe Francis Alÿs. Artista di origini belghe, non […]

Qualcosa che proporrebbe  all’esperto del ramo, Walter Benjamin, una nuova fattispecie: sono opere d’arte? E chi ne è l’autore? Ed il punto di vista cambia se le si considerino singolarmente, o nel loro complesso? Chi riproduce cosa? La “bestia nera” dello studioso, qualora tornasse in vita, si chiamerebbe Francis Alÿs. Artista di origini belghe, non certo nuovo a situazioni “di confine”, a livello critico-teorico.
La sua paranoia, da oltre 15 anni, si chiama Santa Fabiola: patrizia romana divorziata e poi risposata, ma poi convertita, pentita e votata alla carità. Santa subito, patrona delle donne maltrattate e degli infermieri. Popolarissima a metà Ottocento grazie ad un romanzo: Alÿs decide di collezionare suoi ritratti, anzi uno in particolare, con velo rosso, realizzato da Jean-Jacques Henner nel 1885.

E ne colleziona tutte le copie possibili, realizzate nei materiali più diversi – ce ne sono a punto-a-croce, una pure con semi di fagiolo -, opere di dilettanti o artigiani sconosciuti, che cerca forsennatamente in negozi dell’usato, mercatini delle pulci e antiquari, fra Messico, Cile, Brasile, Olanda, Germania. È arrivato ad averne circa 400, tutte lasciate in originale: e le espone in giro per il mondo, nella sua mostra-installazione, ospitata da spazi come la Whitechapel di Londra o lo Schaulager di Basilea. L’ultima tappa, curata da Lynne Cooke, si è aperta da pochi giorni al Museo Amparo di Puebla, in Messico: vederle nelle immagini tutte riunite fa un certo effetto, che ne dite?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • dust

    Camillo de Lellis, Giovanni di Dio, Agostina Pietrantoni

  • Marco Tommaselli

    masterpiece. A Basilea era meravigliosa

  • Alys un grande. E si potrebbe argomentare il perchè.

    LR
    http://whlr.blogspot.com/

  • La vidi all’Istituto di Cultura Spagnolo a New York, da brividi, in quel seminterrato coperto di legno, camminavi come in una sagrestia con il pavimento che scricchiolava: lui é veramente uno dei più grandi!

  • Pingback: Fabiola, a Project by Francis Alÿs : socks-studio()

  • Daniele

    Posseggo una copia su tavola di Fabiola, dalle dimensioni di cm 13×18, con falsa cornice dorata intagliata sulla stessa tavola. In mio possesso da circa 40 anni.
    Posso inviare foto.

  • giuseppe

    sono possessore di un dipinto molto bellosu tela e cornice firmato Bertini di cm.70×50 circa, con il ritratto di Santa Fabiola, questo dipinto gli fu regalato ai miei nonni nel lontano 1969 in occasione del loro anniversario di matrimonio.
    vorrei sapere gentilmente se può interessare a qualcuno grazie.
    giuseppe