Il London 2012 Festival ha bocciato il suo progetto. Ma Olafur Eliasson torna alla carica: (ri)portando il sole Tate Modern

Troppe, un milione di sterline, anche se uno si chiama Olafur Eliasson, ed anche se siamo nella Londra Olimpica, spendacciona ma insaziabile, anche sul fronte artistico. E così – come abbiamo già segnalato – l’Olympic Lottery Distributor, organismo delegato dal Comitato Olimpico a organizzare e finanziare le Olimpiadi della Cultura, aveva bocciato Take a Deep […]

Olafor Eliasson presenta il suo Little Sun

Troppe, un milione di sterline, anche se uno si chiama Olafur Eliasson, ed anche se siamo nella Londra Olimpica, spendacciona ma insaziabile, anche sul fronte artistico. E così – come abbiamo già segnalato – l’Olympic Lottery Distributor, organismo delegato dal Comitato Olimpico a organizzare e finanziare le Olimpiadi della Cultura, aveva bocciato Take a Deep Breath, il pretenzioso progetto dell’artistar islandese.
E lui allora che fa? Torna alla carica, portando il sole alla Tate Modern. Ok, la cosa vi suona di deja vù, ma stavolta si tratta di qualcosa di molto diverso dal mitico Weather Project del 2003: Little Sun – questo il nome – prevede la distribuzione ai visitatori di piccola lampade a forma di girasole alimentate dalla stessa luce solare.

Ogni sabato, nel periodo del London Festival, il museo spegnerà le luci nelle sue gallerie dei surrealisti per alcune ore, e gli spettatori saranno invitati a guardare le opere con il solo ausilio delle lampade. Un’iniziativa ideata anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi delle popolazioni non raggiunte ancora da energia elettrica. E sicuramente meno costosa di un milione di pounds…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.