I ricercatori dell’arte perduta. Un sito web finanziato dalla Tate racconta le storie delle opere d’arte contemporanea disperse, rubate o distrutte. Ma solo per 12 mesi

Dipinti perduti o distrutti, opere rubate, installazioni andate a fuoco, lavori di cui si è inspiegabilmente persa ogni traccia. La storia dell’arte, si sa, è costellata di incidenti di percorso, scherzi del destino che hanno portato molte opere, anche famose e importanti, a scomparire per sempre. A questo tema è dedicato il progetto Gallery of […]

Dipinti perduti o distrutti, opere rubate, installazioni andate a fuoco, lavori di cui si è inspiegabilmente persa ogni traccia. La storia dell’arte, si sa, è costellata di incidenti di percorso, scherzi del destino che hanno portato molte opere, anche famose e importanti, a scomparire per sempre. A questo tema è dedicato il progetto Gallery of Lost Art, un archivio sotto forma di sito web progettato dallo studio di interactive design ISO su commissione della Tate di Londra e di Channel4, con il supporto dell’Arts & Humanities Research Council.
Al sito, che si distingue per l’evocativa interfaccia, verranno aggiunte opere ogni settimana per un anno, dopodiché anch’esso scomparirà, proprio come le opere di cui racconta la tormentata storia. Tra i lavori già presenti, c’è la famosa tenda di Tracey Emin, distrutta nel 2004 nell’incendio al deposito della Momart dove Charles Saatchi conservava parte della sua collezione. E naturalmente, c’è il primo esemplare di “Fontana” di Marcel Duchamp, il mitico orinatoio del 1917, il cui destino è tuttora ignoto.

– Valentina Tanni

www.galleryoflostart.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.