E noi occupiamo la Turbine Hall. Con una turbina vera, da 16 metri. Spettacolare protesta alla Tate Modern, nel mirino ancora una volta la British Petroleum

Chissà che avranno pensato, i londinesi e i tanti turisti, quando hanno visto transitare sopra il Tamigi, via Millennium Bridge, un corteo che trasportava a fatica l’enorme oggetto che vedete nelle foto e nel video, per poi introdurlo nella Turbine Hall della Tate Modern. I più curiosi avranno in seguito scoperto che si trattava di […]

La pala della turbina eolica nella Turbine Hall della Tate Modern, a Londra

Chissà che avranno pensato, i londinesi e i tanti turisti, quando hanno visto transitare sopra il Tamigi, via Millennium Bridge, un corteo che trasportava a fatica l’enorme oggetto che vedete nelle foto e nel video, per poi introdurlo nella Turbine Hall della Tate Modern. I più curiosi avranno in seguito scoperto che si trattava di una vera “turbine”, ovvero una pala di una turbina eolica dismessa nel Galles, che il gruppo Liberate Tate ha introdotto nel museo come forma di eclatante protesta contro l’eterno nemico British Petroleum.

Da tempo la BP è nell’occhio del ciclone dei gruppi ecologisti, che addebitano alla Tate, come anche alla National Gallery e alla Royal Opera House, l’accettazione delle sponsorizzazioni del gruppo petrolifero, che valgono oltre 1 milione di sterline l’anno. La pala, lunga 16,5 metri per 1,5 tonnellate di peso, è stata montata nella Turbine Hall, e Liberate Tate ha chiesto ufficialmente che entri a far parte della collezione permanente del museo. Il personale di sicurezza della Tate l’ha rimossa dopo poche ore.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.