Bonhams apre a Londra le Olimpiadi delle aste. Sul podio c’è sempre Pablo Picasso, grande attesa per la mitica Suite Vollard

Niente pausa estiva per il mercato all’incanto. A Londra è Bonhams a riaprire le danze con la sua Print Sale, pronta a replicare il successo della vendita di aprile in cui hanno spiccato soprattutto gli autori inglesi. In questa asta di luglio a spiccare sono però le sei stampe di Picasso della famosa Suite Vollard, una delle quali […]

Niente pausa estiva per il mercato all’incanto. A Londra è Bonhams a riaprire le danze con la sua Print Sale, pronta a replicare il successo della vendita di aprile in cui hanno spiccato soprattutto gli autori inglesi. In questa asta di luglio a spiccare sono però le sei stampe di Picasso della famosa Suite Vollard, una delle quali è in mostra nella sua interezza al British Museum. Le cento serie furono commissionate da Ambroise Vollard, grande mercante di inizio secolo, Picasso ci impiegò ben sette anni per produrle e altri due anni ci vollero allo stampatore Roger Lacouriàere per realizzare le 260 matrici. Per questa serie Picasso venne pagato con opere di Renoir e Cezanne. A causa della morte di Vollard nel 1939, e dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, le stampe vennero rese note solo a partire dagli anni 50.
Le opere presenti in asta, datate per la maggior parte 1933, periodo in cui il grande artista si concentrò maggiormente sulla serie, presentano stime dalle 2.500 alle 15mila sterline. Fra queste Le Viol II (£2.500-3.500); Marie Thérèse agenouillée contemplant un groupe sculpté (£5-7mila); Femme nue devant une Statue (£8-12mila); Modèle nu et Sculptures (£6-8mila); Minotaure, Buveur et Femmes (£10-15mila) e Le Viol sous la Fenêtre (£4-6mila).
Un altro importante highlight è una prova d’artista di Andy Warhol del 1985, The Queen, stimata £40-60mila, della serie Reigning Queens, che comprende anche le regine di Danimarca e Olanda. La stampa si rifà ad un ritratto della Regina Elisabetta dipinto nel 1977 in occasione del suo giubileo d’argento.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.