Arezzo Wave, ovvero il festival del rock italiano per eccellenza. Ma non solo. Spazio anche all’arte contemporanea, con due big: Marlon de Azambuja e Deimantas Narkevicius

Lo conosciamo tutti come uno dei festival più longevi e amati del Paese. Tra pop e rock, big ed emergenti, Arezzo Wave è un’istituzione della scena musicale italiana. La prima edizione risale a 25 anni fa, tondi tondi. Luglio 1987. Quanti sono quelli che non si sono goduti, almeno una volta, la sfilza di concerti? […]

Marlon De Azambuja, Potencial Escultorico, 2012, Stadio comunale di Arezzo

Lo conosciamo tutti come uno dei festival più longevi e amati del Paese. Tra pop e rock, big ed emergenti, Arezzo Wave è un’istituzione della scena musicale italiana. La prima edizione risale a 25 anni fa, tondi tondi. Luglio 1987. Quanti sono quelli che non si sono goduti, almeno una volta, la sfilza di concerti? E quanti quelli che non si sono mai trovati a seguire, nella propria città, le mitiche selezioni per le band locali? Insomma, l’immaginario rock italico cavalca, da anni, l’onda lunga del festival aretino. Evento che, negli ultimi anni, ha cambiato pelle ed è anche cresciuto, allargandosi a vari ambiti artistici. Nel 2007 ha persino mutato nome, diventando Italia Wave Love Festival ed emigrando a Firenze. Dopo spostamenti a Livorno e Lecce, oggi il ritorno a casa: ancora Arezzo, stadio comunale, un main stage e quattro palchi collaterali.
E quest’anno, oltre alla musica, c’è posto pure per l’arte contemporanea. Grazie ala sezione Artwave sarà proprio il palazzetto dello sport a subire una metamorfosi visiva, con l’intervento dell’artista brasiliano Marlon de Azambuja.
Potencial Escultorico è infatti un’installazione pubblica site specific – di cui Artribune vi mostra in anteprima le immagini – pensata per tramutare in luogo scenografico uno spazio con una precisa connotazione funzionale. La tecnica con cui Azambuja reinventa luoghi e arredi urbani, utilizzando del nastro adesivo colorato, viene qui riproposta, tramutando porzioni della struttura architettonica in apparizioni spaesanti. Con le sue marcature cromatiche, l’artista cancella e al contempo ridisegna, ri-genera: rivestimenti seducenti, che assegnano geometrie astratte ed impreviste alla routine di spazi quotidiani, portandone in evidenza griglie-fantasma, dettagli e identità invisibili.

Deimantas Narkevicius, Ausgetraümt, 2010

Il progetto Artwave include anche un’opera video, proiettata nei quattro giorni del Festival al Teatro Pietro Aretino, in apertura di un ciclo di film dedicati a John Belushi (sezione Cinewave). È Ausgetraümt, del lituano Deimantas Narkevicius: un ritratto di una rock band emergente, intrecciato con immagini del paesaggio invernale nei dintorni di Vilnius. Sogni, ideali e ambizioni di giovani musicisti, cercando di rappresentare quello “stato aurorale della creatività di chiunque muova i primi passi in qualsiasi campo dell’arte”.
Il lavoro dei due artisti è promosso dalla Galleria Furini di Roma.

– Helga Marsala

“Arezzo Wave Love Festival”
12-15 luglio 2012
info festival: tel. +39 0575 401722 – www.arezzowave.com
info Furini Arte Contemporanea: tel. +39 06 68307443
www.furiniartecontemporanea.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.