Aligi Sassu, un gigante. Solo a prendersi il disturbo di conoscerlo. Parte da Chieti una serie di omaggi nel centenario della nascita

Oggi guardiamo a questi artisti con sufficienza, quasi sempre senza conoscerli né esser presi dal desiderio di farlo, basando un giudizio sempre superficiale su qualche opera vista di sfuggita, magari un dipinto tardo e – possibile – anche mal riuscito. Ma qualcuno sa che questo artista fu il più giovane di tutti i tempi – […]

Aligi Sassu con Palma Bucarelli e Amintore Fanfani

Oggi guardiamo a questi artisti con sufficienza, quasi sempre senza conoscerli né esser presi dal desiderio di farlo, basando un giudizio sempre superficiale su qualche opera vista di sfuggita, magari un dipinto tardo e – possibile – anche mal riuscito. Ma qualcuno sa che questo artista fu il più giovane di tutti i tempi – a soli 16 anni! – a partecipare alla Biennale di Venezia, invitato nientemeno che da Filippo Tommaso Marinetti? Qualcuno sa che nel 1956 guidò la prima delegazione di artisti italiani nella Cina di Mao, sa che fu uno degli animatori del movimento di Corrente, cioè una di quelle cose che hanno fatto progredire il dibattito (ormai inesistente) dell’arte italiana verso la modernità?
Questo artista è Aligi Sassu, uno che alla sera giocava a carte con Renato Guttuso, che andava al mare ad Albisola con Lucio Fontana, amico della più grande direttrice di museo che l’Italia abbia avuto, ovvero Palma Bucarelli. Settantadue anni di pittura sulle spalle, uno stile che oggi non riusciamo a guardare nel contesto, ma che invece – si pensi a La fucilazione nelle Asturie, del 1935 – brillava per pregnanza e per intensità. Tante lacune, che ora – nel centenario della nascita, che cade il 17 luglio – prova a colmare la Fondazione Crocevia – Alfredo e Teresita Paglione, con un ritratto dell’uomo e dell’artista affidato a una serie di iniziative programmate per tutto il 2012; prima, la mostra che ricorda Sassu e il movimento di Corrente, che si inaugura – a cura di Elena Pontiggia ed Alfredo Paglione – mercoledì  25 luglio al Palazzo de’ Mayo di Chieti. Noi gli rendiamo omaggio con un ricco amarcord fotografico…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.