Tutti i sorrisi del mondo. Yoko Ono usa il web per realizzare un progetto nato nel 1967. Per partecipare bastano una foto e un hashtag

“Il mio obiettivo finale come film-maker è realizzare un film che mostri ogni singolo essere umano al mondo mentre sorride. Naturalmente, non posso andare in giro per il mondo e scattare tutte le fotografie da sola. Ho bisogno della collaborazione, per esempio, di tutti gli uffici postali del pianeta”. Scriveva così, Yoko Ono, in uno […]

“Il mio obiettivo finale come film-maker è realizzare un film che mostri ogni singolo essere umano al mondo mentre sorride. Naturalmente, non posso andare in giro per il mondo e scattare tutte le fotografie da sola. Ho bisogno della collaborazione, per esempio, di tutti gli uffici postali del pianeta”. Scriveva così, Yoko Ono, in uno statement del 1967 intitolato Smile Piece. Oggi, dopo oltre quarant’anni, gli uffici postali non le servono più, e il suo sogno sta diventando realtà grazie all’aiuto del web, che l’artista giapponese ha deciso di utilizzare per coinvolgere più persone possibili nel suo utopico e romantico progetto.
Per partecipare, basta scattare una foto di sé stessi mentre si sorride e postarla su Twitter o su Instagram accompagnata dall’hashtag #smilesfilm, un codice che permetterà all’artista di recuperare tutti gli scatti e riunirli in un unico filmato (naturalmente sempre in progress). Tutte le informazioni sul progetto e le istruzioni dettagliate su come inviare il proprio contributo sono disponibili in un sito web e in una app per iPhone. Smiles Film, in versione installativa, è anche il pezzo centrale di una mostra personale della Ono appena inaugurata alla Serpentine Gallery di Londra.

– Valentina Tanni

www.smilesfilm.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.