Terzo giorno per l’art market contemporaneo, a Londra. Stavolta è Phillips de Pury a fare incetta di artisti blue-chip. Grandi nomi, per buongustai: da Andy Warhol a Glenn Brown, da Anselm Kiefer a Carsten Holler

Dopo le scintillanti serate di Sotheby’s e Christie’s, è giunto il momento di Phillips de Pury, che arriva a Londra con un catalogo di 278 lotti, stimati £21.2-29.8 milioni. Grande attesa per Irony of Negro Policeman, opera cruciale di Jean-Michel Basquiat del 1981, che ben rappresenta il tema del razzismo, uno di quelli su cui […]

Andy Warhol, Gun, 1981-2

Dopo le scintillanti serate di Sotheby’s e Christie’s, è giunto il momento di Phillips de Pury, che arriva a Londra con un catalogo di 278 lotti, stimati £21.2-29.8 milioni.
Grande attesa per Irony of Negro Policeman, opera cruciale di Jean-Michel Basquiat del 1981, che ben rappresenta il tema del razzismo, uno di quelli su cui l’artista si è soffermato maggiormente (stima £6-8milioni). Anche de Pury sta puntando sempre più alla categoria degli artisti blue-chip, non facendosi mancare le opere maggiormente rilevanti. Troveremo così anche una collaborazione tra Warhol e Basquiat, in piena atmosfera olimpionica, con Olympics del 1984 (£2-3milioni), e poi Princess Diana, sempre di Warhol, proprio nell’anno del giubileo della Regina (£900-1.2milioni).
La Evening sale presenterà 30 lotti stimati £15,4-21,6 milioni, in cui grande protagonista è proprio the Big Andy. Diamond dust shoes del 1980 (£1–1,500,000) appartiene all’iconica serie di opere che risalgono al periodo in cui, giovanissimo, lavorava come pubblicitario presso l’azienda di scarpe I. Miller: l’efficace Gun del 1981–82 (£600–800,000), ad esempio, fredda rappresentazione di una calibro 22, la stessa che lo colpì nel giugno del 1968, per mano di Valerie Solanas.
Troviamo poi un classico di Richard Prince, Untitled (cowboys), del 1986, stimato £500–700,000; il contraddittorio Kinder Transport di Glenn Brown, del 1999, stimato £500–700,000, opera con accenti al contempo comici e sovversivi, attraente ma repulsiva: un’immagine senza tempo, in perfetto stile Brown. Stessa stima per Untitled di Rudolf Stingel, 2007, un monocromo nero con il tipico arabesco, mentre Die Woge (The Wave) di Anselm Kiefer, del 1995, sta sui £350–450,000 e Sherrie Levine, con Dada del 2008, appena sotto con £250–350,000.
Nella Day sale si rivela lo spirito di Phillips de Pury, con artisti come il norvegese Matias Faldbakken, (Untitled -Canvas #01, 2007), Carsten Höller, (Dandelion, 1995), Tomas Saraceno (SE 60 Flying Garden, 2006). Senza dimenticare altri big, tra cui Robert Longo, con Black Revolver, 2008 e George Condo, con Mental States (The Women of Tisbury Court), del 2000.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.