Serata di inizio estate in Umbria. A Città della Pieve per la personale dell’americano Tom Burr, poi tutti a vedere la collezione Lauro. Ecco chiccera…

Fra Manifesta, dOCUMENTA ed Art Basel alle porte, gli impegni per l’artworld internazionale, in questi giorni di anteprima estiva, sono tanti e tutti golosi. Eppure un bel gruppetto assortito di critici, artisti, galleristi o più generalmente art-presenzialisti ieri sera ha trovato il tempo per darsi convegno in Umbria, ripagato da una serata gradevole che si […]

Fra Manifesta, dOCUMENTA ed Art Basel alle porte, gli impegni per l’artworld internazionale, in questi giorni di anteprima estiva, sono tanti e tutti golosi. Eppure un bel gruppetto assortito di critici, artisti, galleristi o più generalmente art-presenzialisti ieri sera ha trovato il tempo per darsi convegno in Umbria, ripagato da una serata gradevole che si è protratta fino a notte alla luce delle stelle. Il luogo era Città della Pieve, l’occasione la mostra Clouds in trousers dell’artista americano Tom Burr, la quarta organizzata da Il Giardino dei Lauri – la straordinaria collezione di Massimo Lauro e signora – negli spazi del Museo Civico Diocesano di Santa Maria dei Servi.
Primo rendez-vous dunque nell’ex chieda ora adibita spazio espositivo, per vedere la grande installazione Gravity moves me, esposta recentemente nella personale di Burr al FRAC Champagne-Ardenne, e una serie di nuovi lavori pensati e realizzati appositamente per lo spazio, come i quattro Bulletin Boards alloggiati nelle cornici di stucchi barocchi vuote. Mentre davanti all’altare è posizionato uno Screen (paravento) a sei ante, composto da un lato opaco in legno e un lato lucido in Plexiglas. Prosieguo della serata nella splendida tenuta Lauro, che in diversi nuclei accoglie la ricca collezione permanente, per la cena en plein air: Artribune c’era, ecco la gallery dell’opening ed un piccolo chiccera con sorprese…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • giorgio bonomi

    Magari “chi c’era” si scrive così e non “chiccera”!!!!! Capisco i refusi, l’ora tarda quando si scrive, l’abitudine agli SMS, il gergo (parlato e scritto dei giovani) ma chi scrive ha dei DOVERI verso il pubblico, uno dei quali appunto è la correttezza nella scrittura, o no?