Remco Torenbosch per The Blank Residency. Diario di un artista in residenza, capitolo 5. L’opening alla Gamec: un viaggio attraverso l’Europa. Ecco le foto in anteprima

Siamo giunti alla fine, l’ultimo step della lunga residenza di Remco Torenbosch alla Gamec di Bergamo, progetto promosso dal circuito The Blank. È fissato per oggi, alle 18.30, l’opening della personale dell’artista olandese, che per ben tre mesi è rimasto sul territorio a lavorare, studiare, tessere relazioni. Artribune, che ha lo seguito passo dopo passo […]

Remco Torenbosch, Europa - Gamec, Bergamo - foto Maria Zanchi

Siamo giunti alla fine, l’ultimo step della lunga residenza di Remco Torenbosch alla Gamec di Bergamo, progetto promosso dal circuito The Blank. È fissato per oggi, alle 18.30, l’opening della personale dell’artista olandese, che per ben tre mesi è rimasto sul territorio a lavorare, studiare, tessere relazioni. Artribune, che ha lo seguito passo dopo passo in questo percorso, vi mostra in anteprima la sua “Europa”.
Il cortile della Gamec si trasforma in una grande biblioteca pubblica, in cui trovare testi di riferimento sulla situazione italiana ed europea. Titolo lungo, dotto ed esaustivo: European conceptualization in analytical philosophy on history and present.
La città intera è coinvolta tramite una mappatura di luoghi ri-pensati attraverso interventi minimali, non invasivi: sono i Places of Thought, dove far crescere i pensieri e connetterli alla storia e all’attualità. Qualche anticipazione? Al Parco Suardi l’Arboretum, in zona stazione centrale l’opera Governo ladro di futuro; Istruzione, lavoro, pensione a rischio di estinzione.
La residenza è coinvolta direttamente con il suo spazio fisico: Care è composta da un gruppo di piante posizionate nell’appartamento di Via Giacomo Quarenghi, dove Remco Torenbosch ha vissuto. Qui l’oggetto si trasforma in modalità di interazione tra artista, spettatore e istituzione. Elemento estraneo, integrato e accolto, di cui imparare a prendersi cura, nel tempo.

– Silvia Scaravaggi

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Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • andrea longhi

    A differenza di molte altre mi sembra un progetto di residenza e di mostra che abbia molto da dire.