Paolo Canevari, giocando a calcio con la morte. Incisivo, tragico, ironico: una stella italiana a New York. Che a Roma si racconta per i Martedì Critici

Ultimo appuntamento stagionale per i Martedì Critici, prima delle vacanze estive. L’ospite di turno è Paolo Canevari, nato a Roma nel ’63, ma da anni fisso a New York. Un nome, il suo, che subito richiama alla mente un materiale particolare, ormai segno distintivo della sua ricerca: con copertoni e camere d’aria Canevari ha dato vita a […]

Paolo Canevari, Jesus, 1999

Ultimo appuntamento stagionale per i Martedì Critici, prima delle vacanze estive. L’ospite di turno è Paolo Canevari, nato a Roma nel ’63, ma da anni fisso a New York. Un nome, il suo, che subito richiama alla mente un materiale particolare, ormai segno distintivo della sua ricerca: con copertoni e camere d’aria Canevari ha dato vita a sculture e installazioni, oppure ne ha fatto materia prima di performance e video, come nel caso di Ring of Fire: nel film, girato in un sobborgo di Johannesburg, un pneumatico brucia come un cerchio di fuoco, evocando i violenti roghi nazisti o del Ku Klux Klan. “Archetipica e simbolo dell’industrializzazione”, la forma circolare dello pneumatico appartiene alla contemporaneità, richiamandone le contraddizioni, le derive e le antiche radici.
Il lavoro di Canevari esplora i territori della vita e della morte, l’impulso di distruzione e quello di sopravvivenza, la lotta, la rivolta e la barbarie, la storia come tragedia e come crudo pathos. Raffinato ed incisivo, il suo è un linguaggio che abbraccia temi politici, economici e sociali, passando però attraverso gli strati più profondi dell’esistenza umana. Un concettualismo sensibile, caldo, rigoroso ma umanissimo.

Nella claustrofobica inquadratura del suo Bouncing Skull – memento mori in forma di spietato video-racconto  ù– si consuma un rituale ludico e insieme macabro, che racchiude, forse, tutto il senso del suo percorso artistico: in un angolo sgangherato di periferia, un ragazzino gioca a calcio con un teschio, trovato per terra, tra i  rifiuti. Immagine essenziale, feroce.
Un incontro da non perdere, quello di domani, 5 giugno, all’Auditorium Mecenate. La settimana prossima Artribune Television vi proporrà, come di consueto, il riassunto del talk, mentre sempre per la giornata di domani è in arrivo il video con Antonio Riello.

– Helga Marsala

Martedì Critici
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli
5 giugno 2012, ore 19
Auditorium di Mecenate – Largo Leopardi (via Merulana), Roma
Ingresso libero
[email protected]

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Canevari è interessante , forse troppo lunga .
    Avrei fatto un altra conclusione: lo sparo di un cecchino, colpisce il ragazzo alla testa: