La Land Art vista da Google Earth. Il Moca di Los Angeles, in occasione di una grande mostra sull’arte ambientale, lancia un atlante online delle opere

Il punto di osservazione migliore per ammirare le opere di Land Art, si sa, è spesso quello aereo. Dunque quale migliore strumento di Google Earth per avere una panoramica – anche se solo online – di questi capolavori all’aria aperta? L’idea è venuta al Moca di Los Angeles, che negli spazi del Geffen Contemporary ha […]

Ends of the Earth

Il punto di osservazione migliore per ammirare le opere di Land Art, si sa, è spesso quello aereo. Dunque quale migliore strumento di Google Earth per avere una panoramica – anche se solo online – di questi capolavori all’aria aperta? L’idea è venuta al Moca di Los Angeles, che negli spazi del Geffen Contemporary ha allestito una grande retrospettiva intitolata Ends of the Earth: Land Art to 1974 (fino al 3 settembre): una mostra che racconta il movimento dai suoi esordi, negli Anni Sessanta, sino al boom, avvenuto alla metà del decennio successivo. Per l’occasione il museo americano ha lanciato un sito che permette di effettuare un tour tra le opere più famose.
Con l’aiuto di Google Maps e la progettazione dei designer Ways & Means e OKFocus, è stato possibile costruire un vero e proprio atlante interattivo che comprende quaranta opere, sparse un po’ per tutto il globo, raccontate attraverso scatti aerei ed esaurienti schede informative. Tra i nomi, spiccano quelli di Christo e Jean Claude, Jan Dibbets, Robert Smithson, Joseph Beuys, John Baldessari, Dennis Oppenheim, Claes Oldenburg, Richard Serra, Jean Tinguely e Richard Long.

– Valentina Tanni

www.moca.org/landart

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • il 25 febbraio 2011 è stata lanciata, presso la galleria Overfoto di Napoli, l’opera-azione web “A onE project” ( http://www.aoneproject.com).
    “A onE project” è un opera-azione web multipiattaforma, partecipativa e work in progress, incentrata su interventi ambientali site-specific virtuali. L’opera sfrutta possibilità offerte da“Google Earth”, qui gli artisti hanno la possibilità di collocare nel “paesaggio” le proprie installazioni ambientali in realtà inesistenti. L’intento di “A onE project” è di mantenere la fruizione di queste opere nell’ambito cui appartengono, quello virtuale appunto.
    Ciò che è più interessante è la possibilità di “pescare” i propri fruitori dagli abituali utenti del programma, che vi si possono imbattere casualmente e decidere di iniziare quest’avventura artistica sparsa per il mondo.