Il ritorno dei New Order. Prima l’attesissimo concerto e poi una mostra, all’.HBC. Berlino celebra la mitica band, nata trent’anni fa sulle ceneri dei Joy Division

Dietro l’evento berlinese dello scorso 21 giugno c’è quell’eccellente e poliedrica realtà racchiusa sotto al nome di Electronic Beats, piattaforma editoriale e music agency gestita da Deutsche Telekom, tutta incentrata sul mondo della musica contemporanea, dei live e del clubbing internazionale. Parliamo del grande concerto dei New Order, che pochi giorni fa ha calamitato migliaia […]

New Order by Kevin Cummins

Dietro l’evento berlinese dello scorso 21 giugno c’è quell’eccellente e poliedrica realtà racchiusa sotto al nome di Electronic Beats, piattaforma editoriale e music agency gestita da Deutsche Telekom, tutta incentrata sul mondo della musica contemporanea, dei live e del clubbing internazionale.
Parliamo del grande concerto dei New Order, che pochi giorni fa ha calamitato migliaia di fans a Berlino, negli spazi del Tempdrom. Un appuntamento importante, arrivato dopo cinque anni dallo scioglimento della band britannica, perfetta ouverture per la mostra monografica allestita all’.HBC.
Ma facciamo un balzo indietro, verso la fine degli anni Settanta, rispolverando la storia del gruppo. In principio furano i Joy Division, indimenticabile quartetto nato nella provincia di Manchester. Poi, Ian Curtis, voce e cofondatore, decise di impiccarsi nella cucina del proprio appartamento, al 77 di Barton Street, a Macclesfield. Era il 18 maggio del 1980 e Ian, appena 23enne, lasciava moglie, figlioletta e compagni di band: Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris.
I quattro avevano fatto un patto. Se uno di loro fosse andato via, gli altri avrebbero proseguito, ma cambiando nome e genere. E così, anche per reagire al trauma, dopo qualche incertezza e con l’arrivo di Gillian Gilbert, fidanzata di Morris, nel giro di niente nacquero i New Order. Era l’inizio di una svolta epocale, che spinse il primo cotè più dark verso nuovi sentieri luminosi.

Combinando post-punk e synth-pop, con influenze giunte dai Kraftwerke, da Brian Eno, dagli Ultravox, i New Order sviluppano e rimpastano l’esperienza dei Joy Division, aprendosi al pop e partorendo un’originale forma di dance music con residui di rock selvatico: tra lucida sintesi e irriverente caos, leggerezza e brutalità, schiettezza scanzonata, chiaroscuri melodici e un certo ermetismo colto, tra chitarre e drum machine, programmatori e tastiere, i nuovi fenomeni sfornano un successo dopo l’altro, evolvendosi rapidamente e lasciando il segno. Basti pensare che l’eccelsa Blue Monday, tratta dall’album “Power, Corruption And Lies” dell’83, resta il 12” più venduto della storia. Un vero e proprio inno intonato nel cuore del Postmoderno.

La mostra berlinese è una chicca per appassionati e nostalgici. Ma anche per giovanissimi in cerca di solide radici e input salubri. Ci trovate un po’ di tutto: dalle meravigliose copertine dei vinili, sfornate dal grande Peter Saville e divenute icone del genere, fino agli scatti di Kevin Cummins, genio della fotografia, che immortalò i quattro di Manchester (fin dai tempi dei Joy Division) ma anche gente come Morrissey, Madonna, Sex Pistols, Patti Smith, The Clash. E poi un’esclusiva videointervista realizzata per la serie di Dvd Slices (sempre a cura di Electronic Beats), oltre a una sfilza di videoclip e registrazioni di concerti, spalmati tra il 1981 e il 2008. Avete tempo fino al prossimo 4 luglio. Per un romantico tuffo tra disobbedienti memorie new wave.

– Helga Marsala

“New Order – an exhibition”
.HBC Berlin – Karl-Liebknecht-Straße 9, Berlino
June 21 giugno-4 luglio 2012, ore 18-23
www.electronicbeats.net

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.