Il piacere del fare. A Roma il collettivo Radio inaugura Mencraft. Celebrando i makers del presente: produttori di immagini e suoni, tra porno, punk, elettronica, surf, fotografia…

L’avanzata dei nuovi Makers. Realizzatori, artefici, creatori, creativi, fabbricanti: un termine italiano che renda al meglio il senso, condensando tutte le sfumature del corrispettivo inglese, non c’è. Quelli-che-fanno, per dirla con una certa approssimazione. Un po’ artisti, un po’ artigiani. A loro è dedicata Mancraft, primo festival italiano sul tema, organizzato a Roma e lanciato […]

Lost & Found

L’avanzata dei nuovi Makers. Realizzatori, artefici, creatori, creativi, fabbricanti: un termine italiano che renda al meglio il senso, condensando tutte le sfumature del corrispettivo inglese, non c’è. Quelli-che-fanno, per dirla con una certa approssimazione. Un po’ artisti, un po’ artigiani. A loro è dedicata Mancraft, primo festival italiano sul tema, organizzato a Roma e lanciato da Radio, think-thank permanente su culture emergenti, media contemporanei e pratiche di vita orientate allo sviluppo individuale e d’impresa. Partendo, sempre e comunque, dalla cultura. E Radio è anche, a Milano, uno spazio espositivo e un laboratorio di ricerca per prodotti artistici, artigianali, editoriali, audio-visivi.
Così, anche Mancraft, prende la forma di una esposizione, un luogo in cui raccogliere progetti, creazioni e oggetti che celebrino tre anni di ricerca, mostrandone alcuni risultati. Negli spazi de L’Aranciera di San Sisto, in zona Terme di Caracalla, tra il 12 e il 16 giugno prossimi, prenderà vita un palinsesto di mostre, performance, concerti, dj set, live set, incontri. Un mix imprevedibile, eccentrico, eclettico eppure coerente. Creatività allo stato puro, per un approccio rigorosamente hand made, tutto orientato all’operosità del singolo o alle organizzazioni: gruppi di lavoro, associazioni, collettivi, coworking, piccole imprese. La new wave dell’artigianalità è il sale del progetto, la cifra comune: arti applicate, manufatti tecnologici o esperimenti artistici in chiave underground.

Cosa troveremo? Ossessioni su due ruote, in forma di motociclette d’autore (Davide Caforio); ricercatissime chitarre d’alluminio assemblate manualmente (N.O.A.H.); tavole da surf prodotte nell’adriatico (Surf Lab); eco-prototipi abitativi per i senzatetto (Lost & Found); innesti tra porno e punk made in Ucraina (Germ Free Adolescents); il manifesto dello ‘street food’ (Tour de Fork); le Immagini spezzate di Giorgio di Salvo e Tommaso Garner, foto-appunti di viaggio da Beirut e Dubai; performance sonore tra percussioni afro e violenza voodoo (Mombu); sculture cinetico-musicali che funzionano come performance device (Felix Thorn); avventure visive tra gli antri oscuri dell’haevy metal (Darker Than Black); produzioni sonore eclettiche, mixando idm, pop, electro e dubstep (Travis Stewart)…
Cinque giorni di liberi scambi creativi tra flaneur contemporanei, che amano aguzzare l’ingegno e sporcarsi le mani.

– Helga Marsala

www.mencraft.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.