Il Madre chiude, ma solo con la vecchia gestione. 8 milioni per tre anni, i soldi (sebbene pochini visti i costi della struttura) ci sono: ora il museo napoletano attende solo il nuovo direttore

2 milioni e 300mila euro per quest’anno. E altri 5 milioni e 650mila euro per i prossimi due anni. Se avere a disposizione tali risorse, per un museo, significa essere vittima di un’aggressione, di un omicidio culturale, possiamo garantire che praticamente tutti i musei italiani sarebbero pronti a salire volontariamente sul patibolo. Già, perché di […]

L’assessore regionale alla Cultura della Campania, Caterina Miraglia

2 milioni e 300mila euro per quest’anno. E altri 5 milioni e 650mila euro per i prossimi due anni. Se avere a disposizione tali risorse, per un museo, significa essere vittima di un’aggressione, di un omicidio culturale, possiamo garantire che praticamente tutti i musei italiani sarebbero pronti a salire volontariamente sul patibolo. Già, perché di tanto potrà disporre il Madre di Napoli nella sua nuova era, che prenderà di fatto il via in autunno con la nomina – previo concorso pubblico – del nuovo direttore.
E l’assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, non manca di prendersi una piccola rivincita sui tanti – soprattutto dell’area bassolin-cicelyniana – che l’avevano messa alla gogna (mediatica) come distruttrice di un sogno: “Il museo Madre chiude. Ma chiude solo con la sua vecchia politica e la sua vecchia gestione”, dichiara all’edizione napoletana de La Repubblica. Circa 8 milioni di euro per tre anni, con i quali il Madre deve continuare a vivere, anche rinegoziando il contratto con Scabec, la società che fornisce i servizi al museo. Cifre, va ripetuto, che specie in un momento di crisi come l’attuale pongono comunque il museo nella cerchia dei più “ricchi” del paese: soprattutto considerando che si tratta di finanziamenti pubblici, ai quali il neodirettore dovrà affiancare – ormai è questa capacità, uno dei punti chiave nel vagliare le candidature – contribuzioni e partnership con soggetti privati.

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  • emanuele

    Solo 8 milioni? voi dite solo 8 milioni?ma sapete quali sono i budgets degli altri musei?e questo dopo il bagno di sangue continuo che ha provocato fin ad ora il Madre!
    Ma sapete quanti milioni vanno ai siti archeologici di Pompei etc? Averli questi finanziamenti,che poi sarebbero molto,ma molto piu’ utili,visto la qualità e l’unicità dei reperti da salvare,ed anche molto piu’ redditizi,visto poi il pubblico che ne fruirebbe. Considerate le presenze dell’uno e degli altri e vedrete che quadro scandaloso ne verrebbe fuori. Quanti sono i visitatori di Pompei e quelli del Madre? Fate un raffronto e ne vedrete delle belle! già ma l’arte contemporanea ha QUALCHE santo in paradiso,che la protegge e la finanzia a pioggia a fronte di rese ridicole,sia in termini economici che di rpesenze. E finanzia anche i suoi presunti e sedicenti attori….

  • Direttore amato,
    in accordo con un mio amico, che considero il più grande gallerista italico vivente, Guido Cabib, volevo porre attraverso la sua rubrica una domanda a Mimmo Palladino ed ai vari collezionisti e gallerie che si sono prestati al gioco di utilizzare il Madre come mezzo di accrescimento di valore dei loro artisti ed ai curatori ed i critici che hanno glorificato i loro profili professionali.
    Per noi è una esigenza dato che consideriamo loro i predatori, i politici ed i manager hanno coadiuvato e condotto per mano le loro vanaglorie! Nessuno ha pensato sul serio al miglior utilizzo di un contenitore culturale collettivo, mezzo e contenitore per formare e diffondere il pensiero contemporaneo.
    La domanda è questa: Perché gli artisti che oggi vogliono ritirare le loro opere non le hanno donate se tanto hanno a cuore un istituzione culturale internazionale come il museo Madre?
    Dobbiamo forse pensare che non gliene fotta niente della crescita culturale della loro città?
    Quali sono stati gli oneri relativi alle spese di conservazione (ove ce ne fossero) e quelli certi delle assicurazioni?
    Perché anche anche se ci fossero state le donazioni il museo avrebbe un costo di assicurazione.
    Ci aiuti a smascherare questa falsa borghesia napoletana con i fatti.

    La saluto con affetto dal sud dell’isola, Mario pisci a forasa o se preferisce lettera firmata