Il destino di Firenze. Chiude il centro Ex3, ma inaugurano nove nuove sale sulla via del completamento dei Grandi Uffizi

La prima sala, adiacente alla Loggia dei Lanzi sarà allestita con sculture ellenistiche; le altre, disposte lungo la facciata, accoglieranno opere dei più importanti artisti del Cinquecento, da Andrea del Sarto a Bronzino, a Raffaello. Già, i tanti che nel preparare le loro prossime vacanze hanno pensato bene di inserire Firenze fra le proprie mete, […]

La prima sala, adiacente alla Loggia dei Lanzi sarà allestita con sculture ellenistiche; le altre, disposte lungo la facciata, accoglieranno opere dei più importanti artisti del Cinquecento, da Andrea del Sarto a Bronzino, a Raffaello. Già, i tanti che nel preparare le loro prossime vacanze hanno pensato bene di inserire Firenze fra le proprie mete, troveranno ad aspettarli una sorpresa mica male: un pezzetto dei “Nuovi Uffizi”.
Nove nuove sale espositive situate al primo piano dell’edificio del Vasari, che verranno inaugurate domani 16 giugno con una grande festa dell’arte, presenti tutti i maggiorenti dell’arte fiorentina, dalla soprintendente Cristina Acidini al padrone di casa, il direttore degli Uffizi Antonio Natali, al sindaco Matteo Renzi, che non si esclude debba schivare qualche protesta dopo le funeree notizie sulla chiusura del centro Ex3. Staremo a vedere: intanto, non abbiamo resistito a infiltrarci – e scattare qualche foto – dietro le quinte delle nuove sale, ancora in allestimento…

  • Angelov

    Anche a Milano la situazione culturale ufficiale, è proiettata verso il passato: la stagione 2012-2013 del Teatro alla Scala, ruoterà intorno a Verdi-Wagner, con 7 opere per il primo e 3+le 4 dell’Anello, del secondo.
    E’ probabile che la scelta sia stata fatta per andare incontro sopratutto al turismo culturale&musicale, dal Giappone e Cina.
    Nondimeno la cosa non può lasciare indifferenti.

    • Sarei curioso sapere, tu, per essere meno “proiettato verso il passato” , che programma avresti scelto per la Scala?
      A scanso equivoci preciso che questa non e’ una provocazione, sono solo davvero interessato a leggere la tua risposta. Grazie!

  • Angelov

    Strauss, Mahler, Berg, Schoenberg, Webern, Stravinsckij, Bartok, Dvorak, Ives, Gershwin, Ellington, Sibelius, Weill, Sostakovic, Prokof’ev, Copland, Nono, Xenakis, Glass, Britten, Messiaen, Ligeti, Feldman, Reich.
    Eccoti un elenco di altri ventiquattro compositori del passato.
    Ma già il primo della lista è avanti di qualche anno luce rispetto a Wagner o piuttosto Verdi, i quali sono dei geni assoluti, ma troppo datati per coprire interamente o quasi un programma nel 2013.
    Le opere vengono scelte anche in funzione del momento che stiamo attraversando, storico e politico internazionale.
    Andare alla Prima è un po’ come farsi investire dallo Spirito dei Tempi, ma per quei fortunati che hanno un biglietto.
    E quello della Scala, è pressoché introvabile.
    Penso che un curatore o direttore artistico di un teatro lirico, avrà una possibilità abbastanza limitata di scelta, un po’ come un redattore di un giornale, che deve seguire dei dettami che vengono anche dall’esterno, per non dire dall’alto.
    Detto questo, una scelta non-monolitica come questa che io ho criticato, ma una che valorizzi la gioia di ascoltare la Musica, e senza motivazioni ideologiche, o dettate solo da scopi commerciali, tipo turismo culturale, al di la di tutte le giustificazioni legittimate da una crisi che in realtà è diventata un alibi inossidabile, ho lasciato il periodo sospeso, perché sono sicuro che condividi comunque quello che penso.
    Altrimenti, amen.

    • …amen!

    • dust

      Angelov, certo non ignori che questo cartellone “monolitico” è dettato dal doppio bicentenario. Purtroppo, né ci sono altri teatri lirici a Milano in cui distribuire titoli alternativi e più moderni, né vi sono risorse per calendari più ricchi e serrati. Liberissimo di criticare la scelta della Scala (anche se un “ripasso” è sempre salutare, e non solo ad uso di giovani generazioni), io critico invece la mancanza di “concorrenza”.

      • Angelov

        Si, in questo sono anch’io d’accordo.
        Il nostro è un paese dove ne il capitalismo di libero mercato, ne il socialismo ha mai potuto metter piede.
        Il nostro è un paese ancorato ad un sistema feudale.
        Basti pensare che in Italia tutto quello che viaggia su ruote, fa capo ad un’unica azienda: la Fiat, che ha divorato tutti i concorrenti, fra l’altro con aiuti governativi.
        Parlare di autodeterminazione, ti fa sembrare un rivoluzionario.
        E’ purtroppo una tendenza, quella che il pesce grosso si mangi quello piccolo, comune in tutti i dipartimenti della vita pubblica.
        La cultura non fa eccezione.