Il design del XXI secolo non trascura il sociale. E gli dedica iniziative ad hoc. Come il perugino Social Design Prize. Special guest Paolo Ulian, con una lezione sul tema degli scarti

Mai come in tempi di crisi economica il design si è interessato agli aspetti sociali che coinvolgono la progettazione. Oggetti pensati per migliorare le condizioni di classi meno agiate o di Paesi in via di sviluppo, prodotti che seguono i principi del riciclo, della sostenibilità e del riuso: è questo il cuore pulsante del design […]

Paolo Ulian, tavolino Autarchico

Mai come in tempi di crisi economica il design si è interessato agli aspetti sociali che coinvolgono la progettazione. Oggetti pensati per migliorare le condizioni di classi meno agiate o di Paesi in via di sviluppo, prodotti che seguono i principi del riciclo, della sostenibilità e del riuso: è questo il cuore pulsante del design sociale.
Per il secondo anno consecutivo l’ADI, delegazione Umbria, sostiene il Social Design Prize, riconoscimento assegnato ai designer che si sono distinti nell’ambito della progettazione etica.
Il premio, nel 2011, è andato a Paolo Ulian, designer la cui carriera è, fin dagli albori, associabile a questi temi. Chi conosce il lavoro del designer toscano sa che il suo lavoro non solo tende a recuperare gli scarti ma, se possibile, punta a non crearne affatto. Ne sono un esempio i lavori in marmo di recente produzione, come i tavoli della serie Autarchico realizzati per le Fablier: qui, le parti di risulta derivate dalla foratura dei ripiani – da cui si origina il particolare decoro – vengono impilati per costruire le gambe del tavolo.
Per saperne di più sulla ricerca di Ulian, l’occasione propizia è proprio la cerimonia di consegna del Social Design Prize 2012, venerdì 8 giugno, presso il teatro Pavone. Sarà lui a consegnare la targa al vincitore, ma, soprattutto, sarà lui il protagonista di una lezione sul tema Progettare senza scarti. Un focus su un’avventura creativa personalissima, ma anche su una filosofia dell’oggetto che nasce da principi di eco-sostenibilità e responsabilità sociale.

– Valia Barriello

8 giugno 2012, ore 19:15
Teatro Pavone – Piazza Repubblica, Perugia

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.