Genk Updates: la colonna sonora di questa nona Manifesta? La suona Nemanja Cvijanović, anzi i visitatori che avviano il suo carillon. Da vedere nei video-blitz qui sotto…

Già arrivando dal parcheggio e percorrendo i vari piani dell’ex miniera di Waterschei è possibile udire le note dell’Internazionale, inno dei lavoratori di tutto il mondo, proveniente da un carillon situato all’ultimo piano. L’amplificazione di questo piccolo strumento è resa possibile da un microfono posizionato da Nemanja Cvijanović – è lui l’autore, titolo The Monument […]

Già arrivando dal parcheggio e percorrendo i vari piani dell’ex miniera di Waterschei è possibile udire le note dell’Internazionale, inno dei lavoratori di tutto il mondo, proveniente da un carillon situato all’ultimo piano. L’amplificazione di questo piccolo strumento è resa possibile da un microfono posizionato da Nemanja Cvijanović – è lui l’autore, titolo The Monument to the Memory of the idea of the Internationale – sulla base di legno su cui si trova il carillon, collegato con amplificatori e microfoni distribuiti in varie parti della miniera, fino ad arrivare all’esterno dove un “cumulo” di casse distribuisce il suono propagandolo nella natura circostante.

E il carillon può essere messo in moto solo dalla mano del visitatore curioso, che ne attiva il movimento con la velocità che meglio crede. Il lavoro, già presentato in occasione dell’ultima Biennale di Carrara del 2010, si va a mescolare con altri suoni provenienti dei vari lavori che si trovano all’interno dell’ex miniera, compreso anche con il secondo lavoro dell’artista croato, Applause, realizzato in Piazza dei Fiori a Zagabria e già presentato anche in Italia nel 2011 nella mostra Un altro mondo è ancora possibile? a Palazzo Ducale a Genova. Cosa succede in questo video? Facciamocelo raccontare direttamente dalla voce dell’artista!

– Valentina Grandini

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Valentina Grandini
Profilo: Valentina Grandini (Pietrasanta, 1978) è storica dell’arte, curatrice indipendente, art advisor, fotografa e organizzatrice di mostre ed eventi legati all’arte contemporanea. Dal maggio 2011 collabora con Artribune. Dal 2008 svolge l’attività di art advisor collaborando con collezionisti privati alla creazione, all’incremento e alla gestione delle proprie collezioni, seguendo il lavoro di artisti italiani e stranieri, soprattutto delle ultime generazioni. Dal 2005 al 2008 ha lavorato per la Galleria Enrico Fornello di Prato e ha collaborato con istituzioni pubbliche e private creando progetti espositivi. Dal 2007 cura e progetta allestimenti artistici per alberghi, aziende e privati, con fotografie proprie ed opere d’arte contemporanea. Tra gli alberghi si ricordano l’Hilton Garden Inn, l’Hotel Brunelleschi, l’Hotel De La Ville ed il Demidoff Country Resort di Firenze, l’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore ed il Principe di Piemonte di Viareggio.
  • Desidererei che qualcuno spiegasse, dando una interpretazione usando un linguaggio altro-dal-politichese, perché il Comunismo sarebbe stato sconfitto, e quindi la sua Rivoluzione non avrebbe raggiunto i suoi obbiettivi, e che tutto l’ambaradam rosso sarebbe ora relegato nella dimensione della Nostalgia.
    Mi risulta al contrario, che il Comunismo in Russia, nel momento in cui si è reso consapevole che le strutture gerarchico-burocratiche erano diventate oltre che obsolete, anche pericolanti e pericolose per il popolo stesso, sia riuscito a cambiare drammaticamente rotta, senza badare di passare per revisionista, e addirittura arrivando a sostituire la stessa sua Bandiera, simbolo di unità di una nazione.
    Oggi poi c’è la in Cina, dove tutti gli affarismi capitalistici fanno la fila per delocalizzare i loro insediamenti industriali, licenziare i sovrapiù di operai e impiegati, e sbarcare nella terra del Dragone, che è ahimè ancora Comunista. Come si spiega tutto questo col fatto che il Comunismo sarebbe stato sconfitto?
    Non è che ad un certo punto, e sul più bello, tutti gli operai cinesi che lavorano delle aziende straniere in Cina, riceveranno l’ordine dal partito di incrociare le braccia, e dopo averlo eseguito, le aziende straniere verranno nazionalizzate?
    E non è possibile che il Comunismo stia utilizzando proprio ora le stesse armi del Capitalismo per sconfiggerlo in un lungo assedio iniziato proprio durante le Olimpiadi di Pechino?
    Per certo, degli esperti in strategie internazionali la saprebbero lunga sull’argomento.
    Ed io proprio a loro mi rivolgerei, per una consulenza supra partes, prima di elaborare un’Opera che coinvolga problemi ed ideologie oggi ancora così attuali ed in divenire.