Dici Milano e dici design? Senza dubbio. Ma i titoli istituzionali se li becca Torino. Che torna ad essere una “Word Design Capital”, celebrando il World Industrial Design Day

Non sono passati molti anni da quando Torino è stata insignita del titolo di prima “World Design Capital”. Era il 2008 e la città sabauda soffiava l’ambito ruolo a Milano, da sempre simbolo del design italiano. Già allora la città di Torino aveva dimostrato di saper creare sinergie tra imprese e progettisti, grazie a programmi […]

Rembrandt secondo Lavazza

Non sono passati molti anni da quando Torino è stata insignita del titolo di prima “World Design Capital”. Era il 2008 e la città sabauda soffiava l’ambito ruolo a Milano, da sempre simbolo del design italiano. Già allora la città di Torino aveva dimostrato di saper creare sinergie tra imprese e progettisti, grazie a programmi ricchi di eventi e iniziative. Ogni anno, per esempio, in corrispondenza di Artissima, uno spicchio di visibilità viene ritagliato puntualmente al mondo del design. Ma un altro importante appuntamento, in questo scorcio di giugno, contribuirà ad ampliare lo spazio e l’attenzione dedicate al tema.
Su invito dal presidente dell’International Council of Societies of Industrial Design, Soon-in-Lee, il sindaco di Torino, Piero Fssino, con la collaborazione della Camera di Commercio, proclamerà la giornata del 29 giugno “World Industrial Design Day”: “Accolgo con entusiasmo questa opportunità che ci permette di rafforzare una vocazione che, con il design industriale, ha segnato la storia e l’identità di Torino”, ha dichiarato il Primo Cittadino, aggiungendo: “Anche oggi la nostra città vuole coltivare un settore strategico promosso da professionisti e imprese di alta qualità e competenza. Torino, che è diventata negli anni una città ‘plurale’, investendo sempre più in innovazione, ricerca e internazionalizzazione, non è nuova a eventi dedicati al design.”
Ricco e fitto è il programma di venerdì, che vede coinvolte in prima linea le scuole: il Politecnico, che trasferisce gli esami del corso di “Design dei Sistemi” presso la Galleria San Federico; lo IED, che aprirà la mostra di Product design dei partecipanti al Braun Prize; e lo IAAD, Istituto d’Arte Applicata e Design, che presso la futura sede, all’interno del quartier generale Lavazza, organizza con i suoi studenti una performance di “Designtherapy”, i cui designer altri non saranno che dei medici per soluzioni sostenibili. Una celebrazione, dunque, che vede coinvolti soprattutto gli studenti, veri protagonisti della futuro del design.

– Valia Barriello

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.