David Armstrong e la New York di una volta. Fotografie tra il giorno e la notte, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Un volume le raccoglie tutte, ricomponendo il volto di una indimenticabile scena

Fotografie come immagini luminose di un’epoca, cifra e misura di un mood collettivo: volti, life-style, modi di vestire, atmosfere rapprese tra spazi aperti e interni domestici. Ritratti, soprattutto. Facce che raccontano un pezzetto di storia recente, abitando il tempo dolce e impietoso della nostalgia. Era l’ultimo scorcio degli anni Settanta, a New York, a cavallo […]

David Armstrong, Night & Day .- Mörel Books, Londra, 2012

Fotografie come immagini luminose di un’epoca, cifra e misura di un mood collettivo: volti, life-style, modi di vestire, atmosfere rapprese tra spazi aperti e interni domestici. Ritratti, soprattutto. Facce che raccontano un pezzetto di storia recente, abitando il tempo dolce e impietoso della nostalgia.
Era l’ultimo scorcio degli anni Settanta, a New York, a cavallo con l’inizio del decennio successivo; e quelle erano le centinaia di foto partorite dall’obiettivo di David Armstrong. Uno che stava spesso in mezzo alle feste, con gente come Basquiat, John Waters o Philip-Lorca di Corcia. Vip, star, artisti, registi, intellettuali o giovani qualunque dell’high society, innamorati della movida, quella più colta, più exciting, più undergound, quasi sempre così chic. Bazzicava i posti migliori – o quelli peggiori – e scattava. Scantinati, appartamenti, club di tendenza, strade di periferia o spiagge solitarie, nell’intimità di un letto, di un’automobile, di una vasca da bagno o di una sala piena di amici. Luoghi di vita vissuta, sempre condivisa, sempre accelerata. E lui là, con la sua macchina appresso.

David Armstrong, Night & Day .- Mörel Books, Londra, 2012

Gli anni Ottanta, quelli dell’Aids, della New Wave, del Postmoderno, del catastrofismo, degli hippy, del pc, erano ancora abbastanza lontani. Nessuna traccia, in quelle foto, delle future inquietudini velate di patinata allure. C’era invece una certa spensieratezza, una certa eleganza bohemienne, una sottile euforia malinconica intinta nel grigio-blu delle notti metropolitane: scene un po’ innocenti, un po’ perverse, un po’ candide e un po’ selvagge, vissute sul bordo di un’epoca in corsa, fra il tramonto e l’alba.
La casa editrice londinese Mörel Books li pubblica tutti (o quasi), gli scatti di David Armostrong. Dentro un volume appena dato alle stampe, dal titolo Night and Day. Edizione limitata (solo 1000 copie) di 144 pagine, con 110 immagini, incluso il facsimile di una poesia originale di René Ricard, pubblicata nel 1979. Istanti senza tempo, ma che di un tempo esatto restituiscono tutto il vigore e le vibrazioni, volto dopo volto, sguardo dopo sguardo, memoria dopo memoria.

– Helga Marsala

www.morelbooks.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Francesco

    E’ interessante notare come certi canoni estetici, allora spontanei, siano poi divenuti, nel giro di meno di un decennio, patrimonio comune di moda, pubblicità, fotografia d’autore, arte contemporanea nelle sue divese forme espressive.