Yves Klein è il reuccio dell’asta primaverile di Christie’s, dedicata ai grandi masterpiece del Novecento. All’incanto un “dangerous painting” da urlo, accanto a Richter e Rothko

Grandi autori del dopoguerra, a New York, per le attesissime aste di primavera, in una sfida eccellente tra i due colossi, Christie’s e Sotheby’s: chi tirerà fuori il masterpiece più spettacolare? Christie’s ha in serbo, per i collezionisti più esigenti, una tra le opere maggiori di Yves Klein mai offerte in asta. Parliamo di FC […]

Yves Klein, FC 1, 1962

Grandi autori del dopoguerra, a New York, per le attesissime aste di primavera, in una sfida eccellente tra i due colossi, Christie’s e Sotheby’s: chi tirerà fuori il masterpiece più spettacolare?
Christie’s ha in serbo, per i collezionisti più esigenti, una tra le opere maggiori di Yves Klein mai offerte in asta. Parliamo di FC 1, realizzata nel 1962, anno della prematura morte dell’artista, spentosi a soli 34 anni: stimata $30-40 milioni, passerà sotto il martelletto durante la Evening sale del prossimo 8 maggio.
FC 1 combina tutti gli elementi della poetica di Klein, sviluppati nella sua brevissima, quanto intensa carriera: fuoco, antropometria, il blu e i pigmenti rosa. A farla diventare una delle opere iconiche di Klein fu l’uscita del suo film,  La Revolution Bleue, che documenta la creazione del dipinto con aspetti significativi legati al pericolo e al rischio. Come un alchimista, l’artista ha infatti maneggiato elementi come il gas e il fuoco, mettendo a repentaglio la sua vita e quella delle sue modelle. La serie di cui fa parte l’opera si chiama, non a caso, “dangerous paintings”.  Per la realizzazione, Klein bagnò le modelle con acqua e le fece muovere come delle spazzole sul cartone trattato. Poi, dopo aver chiesto loro di alzarsi, con una sorta di torcia dalla fiamma molto intensa bruciò la superficie, mentre le silhouette  bianche lasciate dalla modelle diventavano apparizioni spettrali. Nello step successivo le donne furono ricoperte di vernice rosa, perché lasciassero traccia dei loro corpi, facendo pressione,  mentre Klein ritoccava le forme con un aerografo.

Mark Rothko, Orange, Red, Yellow, 1961

Ma non è finita qui per l’appuntamento caldo di  Christie’s. In catalogo c’è anche il capolavoro di Rothko del 1961, Orange, Red, Yellow della collezione Pincus, stimato $35-45 milioni: è l’opera più importante apparsa sul mercato dopo White Center (Yellow, Pink and Lavender on Rose) della collezione David Rockefeller, venduta a $72.8m nel 2007.
Infine, sei opere dell’artista del momento, Gerhard Richter, che ripercorrono 25 anni della sua carriera (dal 1968 al 1993) per una stima totale di $40 milioni. Presenti, tra gli altri, una classica astrazione come Abstraktes Bild (798-3) del 1993, stimata $14-18 milioni, oppure un’opera della serie Seascapes degli anni’60, come Seestüeck (Leicht bewölkt). La maggior parte di questi dipinti sono oggi custoditi nelle collezioni museali, ma ogni tanto qualche gioiellino esce da dimore e forzieri privati e torna sul mercato. Per la gioia di intenditori e appassionati, pronti ad accaparrarsi il capolavoro che arriva dalle pagine dei libri di storia dell’arte.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.