The Blank, diario di un artista in residenza, capitolo III. Arte ed economia: non è roba da ragazzi? Secondo Remco Torenbosch invece sì. E dopo i laboratori, una mostra sul tema

Assumere un ruolo attivo all’interno dell’attuale situazione economica, pensare a modalità diverse per migliorare la vita quotidiana, proporre alternative all’economia dominante per creare nuovo valore. Argomenti che dovrebbero essere all’ordine del giorno per ogni studente. E su cui Remco Torenbosch, protagonista del progetto The Blank Residency, ha lavorato in occasione del seminario Between Act and […]

Workshop di Remco Torenbosch all’Accademia Carrara di Bergamo – immagine Maria Zanchi

Assumere un ruolo attivo all’interno dell’attuale situazione economica, pensare a modalità diverse per migliorare la vita quotidiana, proporre alternative all’economia dominante per creare nuovo valore. Argomenti che dovrebbero essere all’ordine del giorno per ogni studente. E su cui Remco Torenbosch, protagonista del progetto The Blank Residency, ha lavorato in occasione del seminario Between Act and Protest: Building The New Economy, rivolto agli studenti dell’Accademia Carrara di Bergamo.
Una cosa è certa: trovare soluzioni per finanziare il sistema scolastico italiano in modo alternativo, o addirittura per ripensare la condizione economica europea, è un’impresa più che ardua. Ma anche – e soprattutto – tra le aule accademiche è necessario confrontarsi con la realtà.
Ad approcciare il tema ci penserà Remco nella prossima personale in programma alla Gamec: si chiamerà Europa e introdurrà una riflessione sulla situazione generale del Vecchio Continente. Frutto della sua residenza “made in italy”, l’opening previsto il 12 giugno si prospetta parecchio interessante. E a metterci più pepe saranno, tra l’altro, le ultime clamorose novità in fatto di leadership politiche: dalle dimissioni del premier olandese alla nuova presidenza francese, fino alla scricchiolio della fortezza Merkel.
Nella prossima puntata cercheremo di saperne di più, parlando ancora di arte ed economia. Stavolta il tema è: quante risorse girano attorno a una residenza d’artista? Per scoprilo, non c’è che da seguirci. Residence updates by Artribune, direttamente da Bergamo.

– Silvia Scaravaggi

www.theblankresidency.it
www.accademiabellearti.bg.it

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Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • E’ incredibile la miopia interna dei selezionatori italiani. Sempre a cercare lo sguardo esotico dello straniero. Come dire: già questo un sintomo della situazione culturale italiana e non solo.

    Ed ecco ancora che l’arte tira giù i muri per occuparsi della realtà, come per la Biennale di Berlino…e diventa fatalmente sintomo dei problemi che vorrebbe risolvere. Suggerisco questo Gomorra Art System per approfondire la questione: ww.whlr.blogspot.it

    Per le residenze il modello è quello della Fondazione Pistoletto a Brera che avevo denunciato già giorni fà: con la scusa di 20-30 borsisti la fondazione attrae dai 250.000 ai 400.000 Euro di sovvenzioni che poi NON reinveste nella formazione dei residenti che escono dalla residenza come prima e con un esperienza in più stile grande fratello. Nel caso di Biella abbiamo anche l’artista SANTONE che con barba bianca e panama in tesa, parla di TERZO PARADISO (????) sviluppando nel più banale dei modi il simbolo di infinito (la cosa buffa è che nella sua teoria para-filosofico-religiosa la definizione di terzo corrisponde alla sua definizione di secondo…un dramma):

    http://ilblogdellakunsthallepiubelladelmondo.wordpress.com/2012/04/27/michelangelo-pistoletto/

    Tra i principali sponsor di Pistoletto a Biella c’è Unicredit che fa perdere ogni giorni migliaia e migliaia di euro ai risparmiatori…e poi si fa bella investendo una minima somma nell’arte, con questi soldi Pistoletto propone progetti SOCIALI (???) per la piazzetta di biella….siamo ridotti così, e mi fermo che è meglio.

    LR