Terremoto in Emilia. I dieci monumenti che non ci sono più. Dalla Rocca di San Felice sul Panaro alla Torre di Finale Emilia

Quando si è costretti a contare i morti, i feriti, a gestire migliaia di sfollati, forse parlare di patrimonio culturale diventa superfluo. Tuttavia, visto che le informazioni sui soccorsi sono date con dovizia da tutti  media generalisti, noi ci ritagliamo il ruolo di porre l’accento sui beni culturali che hanno fatto le spese del sisma. […]

Castello Estense - Ferrara

Quando si è costretti a contare i morti, i feriti, a gestire migliaia di sfollati, forse parlare di patrimonio culturale diventa superfluo. Tuttavia, visto che le informazioni sui soccorsi sono date con dovizia da tutti  media generalisti, noi ci ritagliamo il ruolo di porre l’accento sui beni culturali che hanno fatto le spese del sisma. Elencando uno a uno i monumenti che il terremoto ha danneggiato o completamente distrutto.

Castello di Galeazza – Crevalcore
La parte più antica era stata costruita nel ‘300 dal condottiero Galeazzo Pepoli. Il castello, tutt’intorno, più volte rimaneggiato e modificato, era oggi di proprietà privata e sede di un albergo tutto particolare dedicato alla calma ed alla lettura.

Rocca – San Felice sul Panaro
Le prime notizie precedono l’anno Mille, ma nelle sue forme attuali la rocca risaliva al Quattrocento, realizzata per volontà degli Estensi. Era sede di alcune istituzioni culturali e di parte delle attività del comune.

Rocca - San Felice sul Panaro

Duomo – Finale Emilia
Costruito nel 1474 era dedicato ai Santi Filippo e Giacomo. Su progetto di Angelo Marescotti fu completamente ristrutturato nel 1770, la facciata, però, risaliva al 1807, per la firma di Cesare Rossi.

Duomo - Finale Emilia

Municipio – Finale Emilia
Il municipio risale al 1744. Elegante, con la sua torre (con campana e orologio pubblico) era l’attrattiva maggiore di Piazza Verdi. Numerose le sale interne ornate di affreschi, oggi purtroppo visibili dall’estero a causa degli ampi spazi diroccati a causa del terremoto.

Municipio - Finale Emilia

Palazzo Grillenzoni (dei Veneziani) – Finale Emilia
Un tempo qui c’erano i magazzini per il commercio fluviale con la più importante capitale economica dell’area: Venezia. Fu costruito in riva al Panaro da Carlo Grillenzoni nel 1669. Durante il Settecento ospitò un piccolo teatro, riservato esclusivamente ai nobili di Finale.

Palazzo Grillenzoni dei Veneziani - Finale Emilia

Torre dei Modenesi (o dell’orologio) – Finale Emilia
Del 1213, era stata dichiarata Monumento Nazionale. Si è completamente sbriciolata. Alta 32 metri custodiva in alto la più grande campana della città: oltre mille chilogrammi di bronzo.

Torre dei Modenesi - Finale Emilia

Castello delle Rocche – Finale Emilia

Costruito nel 1402 su fortificazioni preesistenti, costituiva probabilmente una antica porta di accesso alla città voluta dagli Estensi. A costruire il maniero un grande esperto di edifici militari: Bartolino Ploti da Novara, già autore dei castelli di Ferrara e Mantova. Su tre lati il castello è protetto da fossati, il quarto lato è il fiume Panaro.

Castello delle Rocche – Finale Emilia

Castello Lambertini – Poggio Renatico
Si trattava della sede del municipio di Poggio Renatico, fu costruito nel Quattrocento dalla famiglia bolognese dei Guastavillani e poi ricostruito dai Lambertini nel 1475. Nel Seicento venne completamente rimaneggiato e, diretta a Roma in occasione della sua conversione, vi fece tappa Cristina di Svezia. Passò alla comunità nel 1822, quando i Lambertini si estinsero.

Castello Lambertini - Poggio Renatico

Chiesa di Buonacompra – Cento
L’antica chiesa e il campanile entrambi compromessi nel paesino famoso per la Salama da Sugo.

Chiesa di Buonacompra - Cento

Castello Estense – Ferrara
Forse il monumento più famoso tra tutti quelli in elenco. Non ha subito danni terribili come gli altri essendo Ferrara lontana dall’epicentro. Ma la torretta dei Leoni, che sovrasta uno dei quattro angoli, ha avuto un pesante crollo ben visibile dalla strada.

Castello Estense - Ferrara

 

  • MLB

    Qui c’è tanto da fare, non pensiamo se è troppo, cominciamo a farlo! Noi andiamo avanti.

    • Averli pubblicari nel loro splendore ci è di sprone a riaverli un giorno cosí, e con lo spirito che anima MLB forse non rimarrà un sogno impossibile.
      Tizleo

  • dust

    Lancio una proposta alla redazione di Artribune. Perché, una volta quantificati i danni, non adottate un monumento – da soli o in “cartello” con altre testate di settore – e lanciate una sottoscrizione tra i vostri lettori?

    • Ottima idea!

    • Redazione

      Buona idea. Anche se, a onor del vero, in questi casi un paese normale dovrebbe avere al suo interno le risorse per rimediare con rapidità. I soldi per le emergenze sono i nostri delle nostre tasse. Se non ci sono significa che qualcuno se li è mangiati. E purtroppo così, in un verso o nell’altro, è.

      • Aggiungerei:
        molti givani laureati e non, cercano un lavoro , perché non creare possibilità concrete per la salvaguardia del nostro patrimonio storico e artistico?

      • odoardo

        in un paese normale. ma questo paese normale non è. e l’evento è eccezionale. non stiamo a guardare adesso chi ha mangiato i nostri soldi adesso, quello lo guarderemo nelle urne e nelle piazze. pensiamo a dare una mano, anche piccola piccola, al nostro patrimonio.

  • Feliciana Nicoletti

    Purtroppo a questo triste elenco si deve aggiungere anche un particolarissimo edificio del XVII secolo nel territorio di Sant’Agostino (FE), l’Oratorio Ghisilieri. Si tratta di una dolorosissima perdita soprattutto sapendo con quanto impegno in questi ultimi anni l’associazione “Oratorio Ghisilieri di S. Carlo” aveva lavorato per il suo restauro e la sua valorizzazione.

    • Daniele Pascale

      Già, Feliciana, una perdita drammatica… Se non erro, la pianta dell’oratorio era ispirata a quella di S. Carlo alle Quattro Fontane di Borromini. Solo questo bastava a renderlo un unicum nel panorama dell’architettura seicentesca bolognese.

  • Roberto

    Purtroppo i morti non ritornano più, i monumenti si ricostruiscono riutilizzando i le macerie e i resti e tornano ad essere più belli di prima!!, magari uno potrebbe obiettare dicendo “non sono più originali”, io ritengo che hanno sempre lo stesso spirito.

  • sc

    Manca il duomo di Mirandola al quale è crollato tutto il tetto

  • DIdì

    Povera Italia ci voleva anche questo……..

  • federica

    e vi siete dimenticati Villa Ronchi a Crevalcore

  • Simona

    Anche nel Mantovano sono molti gli edifici storici che hanno risentito gravemente del terremoto

    La chiesa di San Bartolomeo a Quistello nel mantovano devastata dal terremoto.
    come pure quella di Nuvolato, pieve di san fiorentino del Xi secolo

    FELONICA: tre chiese inagibili,danni a palazzo Cavriani, molte famiglie evacuate
    GONZAGA: lesioni alla chiesa di Bondeno ed edifici
    MAGNACAVALLO: danni alla chiesa e al centro civico
    MOGLIA: inagibili il municipio e la chiesa. Centro del paese parzialmente chiuso. Un centinaio di sfollati alloggiati nel palasport
    OSTIGLIA: danni al municipio e al santuario della Comuna. Campanile di Correggioli crollato
    POGGIO RUSCO: ex provinciale 496 chiusa, crolli in chiesa e municipio

    REVERE: alcune chiese lesionate
    SAN GIACOMO DELLE SEGNATE: crolli a villa Arrigoni
    SAN GIOVANNI DEL DOSSO: chiesa inagibile, 50 edifici evacuati.
    SCHIVENOGLIA: danni a scuole e municipio, RSA inagibile
    SERMIDE: chiese chiuse, danni a case, municipio e albergo
    VILLA POMA: danni in due caseifici

  • Rosario

    Io sono della Campania precisamente di Benevento..in passato abbiamo vissuto lo stesso dramma sui nostri monumenti e abitazioni…credo che con i mezzi odierni, la tecnologia, e il gusto del bello che ci invidiano in tutto il mondo questi stupendi monumenti di una meravigliosa regione come l’Emilia potranno tornare a risplendere…negli ultimi anni vi sono due esempi di ricostruzioni parziali o totali, la prima ad Assisi della basilica di San Francesco, la seconda, purtroppo ancora in corso della torre del piccolo e meraviglioso borgo dell’Abruzzo di Santo Stefano di Sessanio, crollata totalmente…in bocca al lupo e forza vi siamo tutti vicini e son sicuro che in pochissimi anni tutto tornerà a splendere…come prima! Forza Emilia!!

  • sky

    castello estense, importante x storica famiglia ferrarese degli estensi nei luoghi storirici di storia estensense in provincia di ferrara, al confine con modena e mantova, quale sara la loro fine esistenziale sorico, dispiace che tujtto dovra scomparire x sempre destimonianze della storia estense presente nella provincia anonima del ferrarese, sara recuperabile di quello che rimane dopo il terremoto del maggio 2012 ?

  • stefania agarossi

    il dolore di tutti noi che ogni giorno ci adoperiamo per la tutela del nostro patrimonio artistico è enorme. Ma di fronte a questi crolli non possiamo arrenderci, e dobbiamo continuare a lavorare per supportare le soprintendenze nel recuperare i tesori ancora intatti o rimasti sotto le macerie. A volte, come nel nostro caso, una telefonata fatta di domenica mattina ha messo in moto una macchina operativa importante ed efficace, che ha permesso di recuperare una pala del Seicento rimasta intatta in mezzo a un crollo tremendo. Un grazie di cuore alla sovrintendenza e ai nostri vigili del fuoco, che sono riusciti non solo a salvare tante persone, ma anche il simbolo della nostra comunità. Stefania Agarossi, Associazione Oratorio Ghisilieri- Chiesa Vecchia di San Carlo (Fe)

  • alesco

    sky, ma che dici????
    castello estense non è crollato. è crollata solo parte di una torretta sopra una delle torri

  • Redazione perché non provate ad organizzare un’asta on line, con il ricavato potremmo dare una mano anche noi, io un lavoro ce lo metto volentieri

  • dust

    Pinna, leggi la risposta sopra ad un’analoga proposta…

    • si l’avevo letta, ma penso sia un bel pò diversa dalla mia, almeno nella forma se non nella sostanza, comunque spero si possa fare qualcosa.

  • annamaria

    dico solamente che quando sono a letto la sera e lascio la finestra aperta della mia camera da letto…non sento più il Don…Don…della vecchia signora (torre dei Modenesi) che indica l’ora che passa di notte e che in un qual modo ti sentivi anche in ottima compagnia con l’oscurità della notte….ora invece…..senti il grande silenzio intorno a te e tutti noi……

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