Sulle orme di Macao. La Milano indipendente s’interroga sull’arte nella società attuale, spazi e collettivi indipendenti si coordinano. In uno Spazio Corale…

Discutere, riflettere e dibattere sul ruolo dell’arte in relazione alla società di oggi e alle sue trasformazioni, per capire se un progetto artistico può costituire uno strumento ai fini della lettura del presente, in che senso e per chi. Milano fatica a dare risposte a questi interrogativi, e allora alcune giovani realtà artistiche indipendenti si […]

Discutere, riflettere e dibattere sul ruolo dell’arte in relazione alla società di oggi e alle sue trasformazioni, per capire se un progetto artistico può costituire uno strumento ai fini della lettura del presente, in che senso e per chi. Milano fatica a dare risposte a questi interrogativi, e allora alcune giovani realtà artistiche indipendenti si mettono attorno a un tavolo per ridisegnare il proprio ruolo e le proprie strategie. Tirando le fila di un dibattito che in città si è fatto negli ultimi tempi sempre più serrato, nutrito dalle vicende diMacao, il centro d’arte clandestino neonato negli spazi della Torre Galfa.
È questo il senso dell’incontro dal titolo Milano indipendente, animato da un folto e agguerrito gruppo di luoghi fisici autogestiti, piattaforme di confronto e relazione senza uno spazio fisso, collettivi artistici e curatori ali, “che rivendicano notevole autonomia dalle griglie del sistema tradizionale dell’arte, creando strutture indipendenti più o meno complesse”. Da Boîte a Brown Project Space, Carrozzeria Margot, Lucie Fontaine, Mars, Radical Intention, Sottobosco, that’s contemporary, Visual Container.
L’incontro – introdotto da Gennaro Castellano e Gabi Scardi e moderato presso Spazio Corale da Francesca Guerisoli – rilancia, allargando la piattaforma di partecipazione, alcuni temi sviluppati nella sezione Milano Indipendendente del volume Pratica al Plurale, a cura degli stessi Gennaro Castellano e Gabi Scardi (Officine Librarie, 2012). Ma voi come la vedete? Milano può proporsi come apripista, almeno nell’area creativa alternativa e indipendente? Diteci la vostra…

Lunedì 7 maggio 2012 – ore 19
Spazio Corale
Via Bellezza 16/a – Milano
[email protected]

  • Mi sembra una lodevole iniziativa. Mi auguro che nascano sempre più collettivi e realtà come quelle che hanno dato vita a questo incontro. Non solo a Milano.

  • donato

    Caro artribune vuoi sapere come la vediamo? Anche questa volta delle esperienze che non hanno nulla a che fare con i processi reali messi in campo da una collettività come quella di MACAO stanno cercando, per pochezza di contenuti e di visione politica, di appropriarsi in modo indebito di esperienze di lotta e ricerca.
    I curatori borghesi si devono continuare a riscaldare ai focolari dei loro salotti in centro!

    • SAVINO MARSEGLIA

      già per i curatori borghesi di anime morte anche la protesta degli artisti è arte feticistica da mercificare…

  • Se pensiamo che la nascita di un collettivo sia un valore a priori bene, ma se pensiamo che siamo pieni di contenitori e privi di contenuti, l’iniziativa Macao mi lascia perplesso. Ho cercato di comunicare chiedendo quali siano le urgenze concrete…un collettivo per fare cosa???? Oggi mi sembra che non manchino strumenti per fare ma contenuti, idee…e per questo basta un blog o un piazza qualsiasi a costo zero.

    Mi sembra che il vero pericolo sia questo: http://www.youtube.com/watch?v=fTqhjH_TXok

    LR

    • Adolfo Rever

      un film più banale anacronistico e stereotipato non potevi trovarlo morsiani, complimenti . era già anacronistico quando è uscito con la maschera da figlio del fiore figurati adesso, ma poi lo rileggi quello che scrivi sul tuo blog? no perchè sembri proprio un clone di verdone ogni tanto (solo che lui ci faceva tu ci sei) . ‘ziamo tutti fratelli mandatemi una mail, il valore della gratuità cioè ezzere da una parte all’altra nello stesso momento è maggico, questo senzo di appartenenza al blog blabla’ vi manca solo di fare il bagno tutti nudi alla fine, anzi guarda prova a far del balconing dal terzo piano di un albergo dopo esserti mangiato dei funghi quest’ estate che magari esci dal loop, poi ci racconti come è andata .

      • Adolfo Rever

        balconing in piscina mi raccomando, che altrimenti ti spatacchi al suolo e ti tocca smettere di raccontarcela .