Roma Updates: piccola guida su party e feste nei primi due giorni di fiera. Per ora vince a mani basse la serata danzante sul tetto di Indipendenza Studio

Il week end fieristico dell’arte contemporanea a Roma non è certamente ancora finito, ma già è possibile stilare qualche bilancio. Per quanto riguarda vendite e contatti in fiera? Non ancora. Ma per quel che concerne party e cene forse sì. Il tourbillon degli inviti è partito fin da giovedì quando almeno tre erano le kermesse […]

Quella di fronte è la redazione del Corriere dello Sport. Impagabile l'espressione dei redattori a lavoro

Il week end fieristico dell’arte contemporanea a Roma non è certamente ancora finito, ma già è possibile stilare qualche bilancio. Per quanto riguarda vendite e contatti in fiera? Non ancora. Ma per quel che concerne party e cene forse sì.
Il tourbillon degli inviti è partito fin da giovedì quando almeno tre erano le kermesse a farsi concorrenza. Una cena a casa di Pepi Marchetti Franchi, direttrice della galleria Gagosian di Roma, per celebrare la mostra di Alberto di Fabio alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Un ricevimento in una centralissima casa di una collezionista a seguito della mostra di Milica Tomic da Z2o-Sara Zanin e una serata che Marina Covi Celli di Oredaria (esponeva gli ultimi lavori di Gilberto Zorio) ha allestito prima nel ‘dehor’ della sua stessa galleria e poi, in previsione della pioggia che non c’è stata, traslocata alla Casa del Cinema nel cuore di Villa Borghese.

Il venerdì non è stato da meno. Partenza già a mezzogiorno con un brunch alla Fondazione Pastificio Cerere per poi gettarsi in una ulteriore serata che ha avuto il suo start con un aperitivo a Santo Spirito in Saxia dove Loris Gréaud imbastiva il suo intervento romano e si è poi svolta tra una fascinosa cena a casa di un collezionista privato sui tetti di Piazza del Popolo (a invitare era Marie-Laure Fleisch, che aveva appena inaugurato una deliziosa personale di Jorinde Voigt) e un party danzante sulla sconfinata terrazza della galleria Indipendenza Studio che allestiva una ieratica e vasta personale di Fredrik Vaerslev, reduce proprio da una residenza nello spazio romano.
Proprio la festa in onore di Vaerslev si è aggiudicata, almeno per ora, la palma di festa migliore. Una location straordinaria con una grande terrazza ex condominiale affacciata sull’enorme vuoto di Piazza Indipendenza; un palazzo umbertino, la scaletta per salire su concepita dall’architetto Massimo D’Alessandro. E poi una nuvola di fanciulli e fanciulle indemoniati al ritmo dei forse ormai rimpianti anni Novanta (sì lo sappiamo che My Sharona è del ’79, ma il resto era molto nineties). Gin tonic & spritz a volontà, una atmosfera vivace (attenzione, eufemismo!) e per voi un video per calarvi nell’atmosfera della serata e segnarvi di non perdere il prossimo opening da Indipendenza Studio.