Roger Vivier, un artista che disegnava scarpe. Icona del fashion, coccolato dal cinema e dai musei, il grande stilista francese arriva a Toronto. Con una mostra che ne celebra talento e carriera

È risaputo, se c’è una cosa per cui le donne hanno un debole, per cui sarebbero capaci di dare fondo ai risparmi, di soffrire per un’intera serata in condizioni di equilibrio precario, di occupare scaffali e scaffali nella più consapevole celebrazione del superfluo, quella cosa sono le scarpe. Accessorio irresistibile: alzi la mano chi è […]

Roger Vivier

È risaputo, se c’è una cosa per cui le donne hanno un debole, per cui sarebbero capaci di dare fondo ai risparmi, di soffrire per un’intera serata in condizioni di equilibrio precario, di occupare scaffali e scaffali nella più consapevole celebrazione del superfluo, quella cosa sono le scarpe. Accessorio irresistibile: alzi la mano chi è riuscita a trattenersi dal comprare l’ennesimo tacco dodici di vernice, scomodissimo, bellissimo, improbabilissimo, indossato al massimo una o due volte nella vita.
E chi ha avuto il talento e l’astuzia di mettersi a disegnare calzature femminili, in qualche caso costruendoci un impero, è approdato persino nelle collezioni dei musei. Più artisti che stilisti, celebrati come star. Così è stato per Roger Vivier, uno dei più importanti designer di calzature del Novecento. A cui il Bata Shoe Museum di Toronto dedica, fino al 7 aprile, una retrospettiva dal titolo Roger Vivier: from Process to Perfection. Al centro del progetto l’attività del grande disegnatore, amato dalle donne di tutto il mondo per le sue creazioni straordinarie, scarpette sinuose spesso concepite come piccole sculture di perle e paillettes.

A Vivier – che arrivava da studi di scultura, presso l’Accademia delle belle Arti di Parigi – si devono alcune fondamentali invenzioni nel campo: fu lui a introdurre il mitico tacco a spillo, irrinunciabile arma di seduzione di massa, ma anche il tacco a virgola e l’intramontabile zeppa, simbolo del fashion-freak anni Settanta. Negli anni Cinquanta fu maestro al servizio di Dior, ai tempi massima espressione del glamour e dell’eleganza, finché, nel 1963, decise di lanciare il proprio marchio. Celebrato anche dal cinema, vestì i celebri piedini di attrici immortali, dalla conturbante Catherine Deneuve, che in Belle de jour portava le sue iconiche scarpette “pilgrim pump,” con fibbie squadrate di metallo, fino alla sexy Brigitte Bardot, fasciata dai suoi stivali con gambale alto, arditamente spinti oltre la linea del ginocchio.
Per ripercorrere la lunga carriera del maestro – scomparso nel 1998 – e ammirarne le favolose creazioni, il museo di Toronto raccoglie schizzi, disegni, collage, forme in legno e modelli originali, fatti arrivare dal Metropolitan Museum of Art di New York, dal Deutsch Ledermuseum di Offenbach e dalla collezione privata della Maison Roger Vivier. Gioielli da calzare, per donne che hanno attraversato la storia del fashion.

– Helga Marsala

www.batashoemuseum.ca

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.