Prego, irrigate la mia installazione. Daniela Di Maro vince a Napoli la prima edizione del concorso Un’opera per il castello, su Artribune immagini e video

Quarantacinque Rose di Jericho in attesa di schiudersi, non appena irrigate da un dispositivo digitale integrato attivato dalla presenza dei visitatori: maggiori e più intensi saranno la loro partecipazione e interessamento, più lussureggiante diverrà l’aereo e trasparente giardino desertico. Quale giardino? Quello dell’installazione con la quale da Daniela Di Maro (Napoli, 1977) ha vinto il […]

Daniela Di Maro - Anastatica sensibile

Quarantacinque Rose di Jericho in attesa di schiudersi, non appena irrigate da un dispositivo digitale integrato attivato dalla presenza dei visitatori: maggiori e più intensi saranno la loro partecipazione e interessamento, più lussureggiante diverrà l’aereo e trasparente giardino desertico. Quale giardino? Quello dell’installazione con la quale da Daniela Di Maro (Napoli, 1977) ha vinto il concorso Un’opera per il castello, progetto – alla sua prima edizione – promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli, nella sede di Castel Sant’Elmo.
L’artista si è imposta con l’opera Anastatica Sensibile, tesa a promuovere e attivare la responsabilizzazione del pubblico nei riguardi dei processi culturali ed ecologici, offrendo al fruitore la possibilità, con la sua interazione, di rendersi letteralmente “nutrimento” di dinamiche di cambiamento. L’inaugurazione ufficiale è prevista per domani, ma, nel frattempo, Artribune vi porta nel pieno degli ultimi dettagli dell’allestimento, con la prima videodichiarazione a caldo dell’artista…

– Diana Gianquitto

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]
  • dikipop(disoccupato)

    sono sempre contrario, al concedere motivazioni e “spiegazioni” delle ragioni creative che mi spingono alla creazione di questa o quell’altra opera; penso che se l’arte è fatta bene non ha bisogno di nessuna altra forma di traduzione linguistica, e poi come in questo caso la spiegazioni delle ragion dovute, rischiano di ridimensionare le inconsapevoli virtù che all’interno dell’opera stessa si sono manifestati, forse non volute?…
    Le opere, lasciamole parlare da sole, gli artisti facciano gli artisti (artefici), le chiacchiere lasciamole ai critici (se bravi, molto più utili, nel loro mestiere).

    • “Le opere, lasciamole parlare da sole, gli artisti facciano gli artisti (artefici), le chiacchiere lasciamole ai critici (se bravi, molto più utili, nel loro mestiere).”
      Assolutamente d’accordo!!!