Pio Baldi gioca d’anticipo. Il presidente del Maxxi piglia e se ne va. E Ornaghi nomina commissario il segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia

Qualche giorno fa, durante la presentazione della Biennale di Architettura presso l’università di Roma affermava che “le battaglie si possono pure perdere, ma intanto si debbono combattere“. Dopo venti giorni di combattimento (ma il Ministero non se ne era presi 10?), tuttavia, Pio Baldi alza bandiera bianca e gioca d’anticipo dimettendosi da presidente della Fondazione […]

Pio Baldi

Qualche giorno fa, durante la presentazione della Biennale di Architettura presso l’università di Roma affermava che “le battaglie si possono pure perdere, ma intanto si debbono combattere“. Dopo venti giorni di combattimento (ma il Ministero non se ne era presi 10?), tuttavia, Pio Baldi alza bandiera bianca e gioca d’anticipo dimettendosi da presidente della Fondazione Maxxi. La lettera è stata inviata a Lorenzo Ornaghi la sera dell’8 maggio. Un sacrificio personale, a questo punto. La messa in accusa da parte del Ministero della Cultura nei confronti del Museo delle Arti del XXI Secolo suonava, era evidente a tutti, come un attacco diretto a lui ed alla sua gestione. Prendendo come spunto la sua presunta poca efficacia a trovare partner privati per una istituzione, la Fondazione appunto, che non gliela fa e non gliela può fare -al netto degli ottimi risultati di auto finanziamento –  a campare sostenuta da soli soci pubblici. Non tanto perché la mancanza di denaro statale, quanto per la scarsa intenzione ad investirlo in gestione, programmazione, manutenzione, sviluppo. Molto più divertenti, al Collegio Romano e agli altri ministeri, gli appalti per le grandi opere…
Gli 11 milioni di deficit sono una bugia, il museo non ha buchi. Auguro al Maxxi ed a chi lo guiderà dopo di me il più vivo successo“, ha dichiarato Baldi ad una breve intervista a Paolo Fallai sul Corriere della Sera. La sensazione è che i soldi, magari, arriveranno e arriveranno e come. Ma arriveranno solo quando a controllarli, a valle, ci sarà qualcuno di molto più fidato di Baldi. La sensazione – è accaduto molte altre volte in Italia – è che una gestione poco incline a sprechi e clientele (alla faccia del neocommissario ai tagli Enrico Bondi) non fosse molto gradita ai piani altissimi del Collegio Romano. Sensazioni, appunto, l’unica sicurezza è un buco che si appresta a divenire una voragine non solo nell’immagine del museo (ormai compromessa), ma nella programmazione culturale e espositiva dello stesso.

Antonia Pasqua Recchia

Preso atto della decisione di Baldi (decisione seguita anche dagli altri due consiglieri della Fondazione Maxxi) il ministro ha proceduto a nominare Antonia Pasqua Recchia come commissario al fine di “far proseguire al museo la sua regolare attività“… Regolare? I primi commenti sono arrivati da Giulia Rodano, responsabile cultura per l’Italia dei Valori che, da esponente di un partito d’opposizione, non ha perso l’occasione per dare addosso al governo parlando di “spoil system inutile e dannoso“.

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Britzi

    E’ mocidiale la cosa. All’estero il museo si è completamente sputtanato

  • eccoci

    federico moccia direttore del maxxi, ora!

  • marco perciballi

    Chi suda per raggiungere gli obiettivi giocando pulito in Italia non può essere ben visto.
    Non ci meravigliamo, combattiamo piuttosto !