Pet, da musicista ad artista. In onore di Amy. Il frontman dei Libertines dedica un dipinto all’amica Winehouse, ma all’asta non è proprio furore…

Certo che le trovano davvero tutte. E Amy Winehouse, una delle voci più erotiche e pungenti di questi anni, non trova ancora pace. Dopo la Fondazione a lei dedicata (nata su iniziativa dei genitori), e dopo la vendita all’asta (da Kerry Taylor Auctions, specializzata in moda vintage) dell’abito di Back to black, aggiudicato per 43mila […]

Amy Winehouse

Certo che le trovano davvero tutte. E Amy Winehouse, una delle voci più erotiche e pungenti di questi anni, non trova ancora pace. Dopo la Fondazione a lei dedicata (nata su iniziativa dei genitori), e dopo la vendita all’asta (da Kerry Taylor Auctions, specializzata in moda vintage) dell’abito di Back to black, aggiudicato per 43mila sterline, adesso è la volta di un dipinto, Ladylike, firmato dal cantante e musicista inglese Peter Daniell Doherty, grande amico della soul singer. Sì, proprio lui, il leader dei Babyshambles e dei Libertines, ex fiamma di Kate Moss, tormentato protagonista del gossip internazionale, sia per le vicende sentimentali che per quelle legate all’abuso di alcol e droga.

L'opera di Pete Doherty dedicata a Amy Winehouse

Grande visibilità per Pet, che non è nuovo a iniziative nel campo dell’arte: da tempo la star britannica prova ad avere successo anche con la pittura, tanto che tempo fa ebbe pure una sua personale – piuttosto insignificante – presso la Cob Gallery di Camden a Londra, dal titolo On Blood: A Portrait of the Artist. Peccato che i risultati economici di quest’ultima trovata non siano stati dei migliori. Il ritratto di Amy è stato infatti venduto per poco meno di 35mila sterline. Ben 15mila in meno rispetto alla base d’asta concordata. Provaci ancora Pet.

– Antonello Tolve

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).