Non c’è pace per le fiere italiane. Dopo le vicissitudini di Arte Fiera e Artissima ora anche MiArt cambia di nuovo. Frank Boehm non sarebbe stato confermato per il 2013

Su una cosa non potrà esservi dubbio: l’anno 2012 sarà senz’altro ricordato come un periodo campale per le fiere d’arte contemporanea nel nostro paese. Non solo per l’inusitata crisi economica che sta bloccando l’Italia e ne sta comprimendo soprattutto i consumi considerati “di lusso” come l’acquisto di opere d’arte, ma anche e soprattutto per quanto […]

Frank Boehm. Secondo accreditate fonti, la sua riconferma a MiArt sarebbe in forte discussione e l'edizione da lui diretta nel 2012 potrebbe essere la prima e l'ultima. Tanto che la fiera starebbe vagliando progetti a

Su una cosa non potrà esservi dubbio: l’anno 2012 sarà senz’altro ricordato come un periodo campale per le fiere d’arte contemporanea nel nostro paese. Non solo per l’inusitata crisi economica che sta bloccando l’Italia e ne sta comprimendo soprattutto i consumi considerati “di lusso” come l’acquisto di opere d’arte, ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’assetto organizzativo e gestionale delle principali rassegne del paese. L’anno è partito con Arte Fiera che si è svolta a Bologna con una direttrice, la storica Silvia Evangelisti, in odore di non – rinnovo dopo anni e anni. Così è stato: la principale fiera del paese è ad oggi priva di direzione (e siamo a otto mesi dalla prossima edizione) e entro fine mese si attende la nuova nomina. Poi c’è stata Artissima la quale, obtorto collo, ha dovuto rinunziare alla guida di Francesco Manacorda (allettato da prestigiosi incarichi d’Oltremanica) ed ha affrontato le forche caudine di un discusso concorso per la nuova della nuova direzione, poi finita nelle mani di Sarah Cosulich Canarutto.
L’ultima bomba arriva da Milano dove le fonti che Artribune è stata nelle condizioni di vagliare danno per quasi certo un cambio di direzione. Frank Boehm potrebbe essere sostituito, già nelle prossime settimane, con un altro direttore artistico. Proprio in questi giorni Fiera Milano Spa, proprietaria di MiArt, starebbe vagliando nuovi progetti orientati al sempre più complesso rilancio di una fiera che, pur avendo sede nella città attutt’oggi più centrale per il collezionismo italiano, non riesce a trovare il proprio ruolo. La decisione definitiva? Non oltre la prima decina di giugno.

www.miart.it

  • Per com’è Miart – e Milano – la fiera si può tranquillamente chiudere. Oppure accorpare e farne qualcosa di nuovo insieme al design, visto che il Salone invece funziona molto bene.

  • Bloom

    Più che MiArt dovrebbero chiudere tutte le fiere italiane. Se ne dovrebbe fare solo una, con un bel po’ di fiere a latere. E BASTA

  • paolo

    sembrano tutti come le mosche che sbattono dentro un bicchiere !

  • paolo

    E’ inspiegabile che tante riviste non abbiano segnalato ed evidenziato quest’anno il miglioramento dellla fiera, ma che paramentri guardano i giornaliti che scrivono…?
    Sarebbe un peccato per la fiera perdere Boehem, l’unica persona che ha dato un segnale di un lavoro che avesse una direzione positiva per il Miart…

    E’ ovvio che per migliorare una fiera non basta un edizione ma ci vogliono diversi anni di lavoro come quello fatto in questa occasione

  • Drugo

    La fiera Miart quest’anno è stata davvero pessima. Sembrava una fiera di paese.. Allestimento: se si dovesse dare un voto da 1 a 10 sarebbe imbarazzante, personalmente voterei 1. Era sconvolgente in negativo, non hanno lavorato minimamente ad un progetto. Si vedeva che tutto era improvvisato. Ripeto è stato avvilente e stupefacente visitare la Fiera di Milano. Signori MILANO. Io ringrazierei e saluterei definitivamente gli organizzatori.. da un punto così basso si rischia di non poter più ripartire. Giudizio finale: Gran figuraccia.

  • Kanisia

    La Fiera di Milano quest’anno è notevolmente migliorata rispetto le penose e tristi edizioni precedenti. Boehm ha fatto con i risicati mezzi messi a disposizione un ottimo lavoro….pure sulla qualità delle gallerie e quantità…. una fiera facile, agevole e simpatica e dinamica…… non aiutata da Milano e dalla Maratona di domenica e dall’ostracismo delle fiere concorrenti di altre città italiane che con le loro gallerie hanno disertato la manifestazione….. di Roma una sola galleria, di Torino mi sembra idem….. Consiglierei di rivedere comunque le date e farla coincidere con il Salone del Mobile….. Comunque povera Italia….. mancano teste illuminate…. in tutto… dei campioni solo a sparlare per interessi personali e non solo..

  • Drugo

    Fiera di paese. Milano si merita tutt’altro.. Kanisia andiamo sul concreto..cosa ne pensa lei dell’allestimento? delle indicazioni in fiera? degli stand di 10 metri quadri schierati uno accanto all’altro come al mercato? Il mio non è sparlare, è una critica convinta. Posso sbagliare sia chiaro ma mi piacerebbe avere delle risposte. Poi ci saranno sempre i tifosi pro e quelli contro. Ma io mi ricordo Miart con due piani sotto il moderno (Alti livelli) sopra contemporaneo ben distribuito e interessante.. oggi devo fare critica..Così non va..

  • Kanisia

    Penso, pur non essendo milanese, che la città si meriti una fiera importante… ho detto che secondo me il direttore ha fatto un buon lavoro e che la fiera sia migliorata… sono una collezionista matura ma non ricordo un alto livello precedente….. allestimento invece interessante con promiscuità tra giovani gallerie e meno giovani…. ripeto, vivo di sensazioni e di pragmatismo pure, e Milano non mi ha delusa…una nuova strada su cui insistere… ed il momento non è facile….. devo dire che le indicazioni con nomi delle gallerie un pò confusionarie, come il catalogo…. per il resto ok…..