New York Updates: servizio completo per chi vuole stare dentro Frieze senza essere potuto volare direzione States. Ecco la photogallery dall’interno della tensostruttura più famosa d’America

Ci eravamo fin’ora concentrati più che altro con il colloquio e l’intervista con i galleristi (specie italiani) per farci dare da loro il senso della riuscita (o meno) di questa prima attesissima edizione della fiera Frieze versione newyorkese. Avevamo dunque un po’ trascurato “panorami” e allestimenti all’interno (e all’esterno) di quella che oggi è la […]

Frieze NY 2012 - la tensostruttura firmata SO-IL

Ci eravamo fin’ora concentrati più che altro con il colloquio e l’intervista con i galleristi (specie italiani) per farci dare da loro il senso della riuscita (o meno) di questa prima attesissima edizione della fiera Frieze versione newyorkese. Avevamo dunque un po’ trascurato “panorami” e allestimenti all’interno (e all’esterno) di quella che oggi è la tensostruttura più famosa di New York City.
L’unica tensostruttura, per dirne una, che si è dotata di un suo account twitter indipendente e che cinguetta sui social network in prima persona con tweet tipo “ieri quando tutti sono andati via ho strisciato fino nel Qeens per andare al P.S.1”, da seguire followando @FriezeTent. Okkay, ma cosa c’è dentro la Tent? Ci sono 180 gallerie, come sappiamo, con un allestimento che con questa photogallery cerchiamo di farvi comprendere.

– foto Francesca Morandi

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Haber

    Fantastico il tendone, bella galleria fotografica

  • Apparte un 10% scarso (mi riferisco a tutta la fiera e non a questa gallery) abbiamo la solita IKEA EVOLUTA con gente danarosa che deve arredare casa o sfogare la voglia di collezionare “cose a caso”. E va benissimo: la funzione dell’arte è avere una funzione: se uno ci deve decorare il bagno,arredare il salotto o curare le proprie ossessioni va benissimo. Basta poi non mettere tutto sullo stesso piano.

    • Jerry Saltz che, di te, e’ forse un “pelino” più autorevole e certamente molto meglio “informato” (per averla visitata per sei ore), la pensa in maniera assolutamente diversa!
      http://www.vulture.com/2012/05/frieze-art-fair-new-york-jerry-saltz.html
      A parte il fatto che “a parte” si scrive, appunto “a parte” e non “apparte” come ti ostini a fare tu… capisco che al genio bisogna pur perdonare qualche licenza ma, credimi, questa, per chi legge, e’ un po’ fastidiosa ;-)

  • Apparte a me mi piace scritto apparte, ok? Rende di più, esattamente come il “a me mi piace” è un bel rafforzativo barocco che rende. Non credo che fare gli schizzinosi con la lingua italiana sia molto utile.

    Infatti Saltz , nell’articolo che indichi, indica delle opere che NON sono sono presenti in questa fotogallery e rappresentano quel 10% di cui parlo anche io per aver visitato la fiera: non bisogna essere americano per entrare :-)

    Poi Saltz ragiona rispetto le dinamiche del solito sistema, io avrei altre idee per la fiera di domani. Se mi si porrà il problema ne parleremo, se no perchè parlarne?

    LR

    • Nel tuo commento Frieze e’ una fiera che presenta per il 90% cose a caso, nell’articolo di Saltz Frize e’ un’ottima fiera, migliore di quelle da lui visitate a New York precedentemente (tutte!), con un 10% di lavori eccezionali… a me pare che la differenza ci sia eccome !! Comunque chi si leggera’ l’articolo potrà giudicare da solo…
      Il fatto che ti piaccia scrivere “apparte” o “a me mi piace” e’ un tuo problema personale, dal momento, pero’, che ti rivolgi al pubblico proprio con “lo scritto” (visto che la tua prima e sempre conclamata “attività” e’ quella di “blogger”) hai il dovere (e dovresti aver pure l’interesse) di scrivere il Italiano (o in altra lingua ma correttamente) e non in “Rossiano” anche perché, gli errori ortografici e sintattici diminuiscono fortemente il valore di ciò’ che vien scritto e fanno pensare che, chi scrive, visto che commette errori cosi’ plateali, sia un soggetto con scarsa preparazione culturale.
      Detto questo, fa’ un po’ come ti pare…