Lugano sinestetica. Bergantini, Brighetti, Cavinato: da Primae Noctis è di scena l’Italia. Quando la visione si fa ambigua, concettuale e multisensoriale

Ed eccoci con un’altra succosa gallerynews dedicata agli italiani all’estero, un’altra mostra oltre confine che raccontiamo con un’ampia documentazione fotografica e qualche immagine video. Stavolta ci soffermiamo su una collettiva a tre, appena inaugurata dalla galleria Primae Noctis di Lugano. Si chiama Sinestetica e mette insieme i lavori di tre emergenti, Simone Bergantini, Alessandro Brighetti […]

Sinestetica

Ed eccoci con un’altra succosa gallerynews dedicata agli italiani all’estero, un’altra mostra oltre confine che raccontiamo con un’ampia documentazione fotografica e qualche immagine video. Stavolta ci soffermiamo su una collettiva a tre, appena inaugurata dalla galleria Primae Noctis di Lugano. Si chiama Sinestetica e mette insieme i lavori di tre emergenti, Simone Bergantini, Alessandro Brighetti e Paolo Cavinato, accomunati da un approccio concettuale e dalla capacità di cavalcare l’ambiguo, l’effimero, il molteplice.

L’idea della sinestesia, ovvero quell’ibrido multipercettivo che mescola dimensioni sensoriali differenti, è alla base del concpet: le opere, pensate come nuclei instabili di senso, puntano a evocare tutta la molteplicità sfuggente propria della visione. Nessuna lettura univoca, nessuna collocazione certa, nessuna decodifica. Grazie a una complessità di relazioni semantiche e di incastri formali, immagini e installazioni ondeggiano in uno spazio mentale e fisico, tra associazioni, percezioni, rimandi sempre cangianti.
Così, gli spazi silenziosi di Cavinato, strutturati da un bianco candido che insieme definisce e cancella, gli inquietanti coniugi Smith di Bergantini, intrappolati nel doppio informe di un bianco e nero d’antan, e “la bulimia iconografica” di Brighetti, che attinge con slancio eterodosso dall’immaginario alchemico e scientifico, stabiliscono con il pubblico una relazione intensa, declinata da sorprese, inganni, silenzi, indizi, polisemie.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • …è quasi doveroso augurare ai colleghi artisti e alla direzuione delle galleria un buon successo !
    il
    GRUPPO SINESTETICO
    http://www.grupposinestetico.it

  • Il Gatto e la Volpe

    Addio Lugano Bella. o dolce arte pia, scacciati con colpa gli artisti cicisbei van via, e partono cantando con il rigor mortis in cuor. Ed è per voi prezzolati, per voi cicisbei, che siamo ammanettati, al par dei malfattori eppur la vostra idea d’arte non dà che fortori.
    Anonimi artisti ai margini, amici che restate il mercato dell’arte evitate: è questa la vendetta che vi domandiam….

  • Il Gatto e la Volpe

    Dicesi Sinestesia una figura retorica che riguarda lo spostamento di dominio sensoriale.

    Lugano sinestetica: forse che vedono con gli orecchi questi ? O forse vedono annusando ? O forse vedono toccando ? O forse vedono gustando ? Non sarà che spostandosi anche i nostri sensi si spostino in meglio…

  • marco giordani

    bella mostra, bravi!